Il terremoto di Haiti è il peggior disastro che l'Onu abbia mai dovuto affrontare nella sua storia perché ha distrutto tutte le strutture locali dell'isola. Le Nazioni Unite parlano di "almeno 50 mila morti" ridimensionando il bilancio di 200 mila morti ma ha definito il sisma "un disastro storico". "Non ci siano mai trovati di fronte un tale disastro a memoria dell'Onu". Intanto una scossa di assestamento di magnitudo 4,5 Richter ha fatto tremare di nuovo Haiti.
OBAMA, TRA MAGGIORI OPERAZIONI SOCCORSO STORIA - Gli ex presidenti repubblicano George W. Bush e democratico Bill Clinton a fianco di Barack Obama. Unita per aiutare, l'America della politica polarizzata ha superato oggi le divisioni e si è rimboccata le maniche per una delle operazioni di soccorso più grandi della sua storia: Haiti schiacciata dal terremoto. "Nei prossimi giorni recluteranno l'aiuto di singoli individui, di organizzazioni non governative, di corporations e di istituzioni per accompagnare lo sforzo storico del governo americano", ha detto il presidente osservando che l'impegno americano per Haiti si miusurerà "non in giorni o settimane, ma in mesi e anni". Il vertice dei tre inquilini della Casa Bianca per tenere a battesimo il ClintonBushHaitiFund ha fatto da apripista alla missione del segretario di Stato Clinton e del nuovo capo dell'agenzia americana per l'aiuto allo sviluppo UsAid Rajiv Shah a Port au Prince. Il viaggio della Clinton, prima esponente di un governo straniero a Haiti, ha preceduto di 24 ore quella del segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon: le Nazioni Unite hanno perso 37 funzionari accertati sotto le macerie ma tra i 150 e i 200 sono tuttora dispersi, molti di loro presumibilmente morti.
FRATTINI, PRONTO PIANO EVACUAZIONE ITALIANI - Si è ridotto a 13 il numero degli italiani che ancora mancano all'appello in seguito al terremoto che ha colpito Haiti. Si teme il peggio per tre di loro: due funzionari dell'Onu, che si trovavano all'hotel Christopher di Port-au-Prince, e un altro connazionale che sarebbe rimasto intrappolato sotto le macerie di un supermercato. Per gli italiani superstiti il piano di evacuazione e' pronto e già nelle prossime ore potrà permettere a 20-30 italiani che lo richiedono di tornare in patria, ha detto il ministro degli Esteri Franco Frattini, al Cairo, dove si trova in visita. Dovrebbero partire probabilmente intorno alle 17 locali (le 23 italiane), a bordo del Falcon italiano che ha portato sull'isola l'advanced team e di altri aerei europei. Si lavora ad una lista di imbarco che dara' ovviamente precedenza ad bambini, donne e feriti.
PREVAL: AIUTI ARRIVANO, MA NON COORDINATI - Il presidente haitiano, René Preval, ha ringraziato la comunità internazionale e si è congratulato per gli aiuti arrivati al suo Paese dopo il disastroso terremoto di martedì, riconoscendo però come il problema principale sia il suo coordinamento. "Abbiamo bisogno degli aiuti internazionali, ma il problema è il coordinamento", ha detto in un'intervista all'agenzia France Presse (Afp) Preval, la sede del cui governo è provvisoriamente trasferita in un posto di polizia vicino all'aeroporto di Port-au-Prince, ora controllato dai militari Usa. Preval ha ricordato come in un solo giorno allo scalo della capitale haitiana siano arrivati 74 aerei da molti Paesi, fra cui Stati Uniti, Francia e Venezuela, congestionandolo.
SEIMILA DETENUTI EVASI DALLE CARCERI - Quasi 6.000 detenuti sono evasi dalle prigioni haitiane, parzialmente distrutte e lasciate senza sorveglianza. dopo il terremoto di martedì scorso. Lo hanno reso noto fonti governative. Dei 6.000 evasi, 4.000 erano detenuti nel carcere di Port-au-Prince e di questi molti erano stati condannati all'ergastolo. La mancanza di sicurezza è una delle principali fonti di preoccupazione dei team internazionali e delle squadre di soccorso oltre che degli abitanti di Port-au-Prince, vittime di saccheggi a quattro giorni dal terremoto che ha sconvolto l'isola.
RESTANO CAOS E RABBIA, MA SI SCAVA ANCORA - Passata la quarta notte dal devastante sisma di martedì ad Haiti, il quadro appare ancora peggiore delle previsioni: caossciacalli, centinaia di bambini per le strade che in un istante sono diventati orfani. Timori di rivolta, cadaveri ancora sotto le macerie, fosse comuni che continuano a riempirsi e soprattutto le cifre della distruzione. Un ministro ha dichiarato che i morti potrebbero arrivare a quota 200 mila e l'Onu ha fatto sapere ad esempio, di considerare Leogane - città di 134 mila abitanti a ovest di Port-au-Prince - distrutta al 90 per cento e di ritenere che tra le 5000 e le 10mila persone siano tuttora intrappolate tra i detriti. Poi ci sono le notizie più confortanti. Le Nazioni Unite ritengono che nonostante la situazione, si possano ancora trovare persone in vita sotto le macerie, grazie al clima di questi giorni e al tipo di strutture che sono crollate. L'Onu conferma pertanto che le operazioni restano concentrate sulla ricerca di sopravvissuti e che la fase di salvataggio durerà ancora. Si spera quindi ancora di trovare persone vive dalle macerie, come nel caso di alcuni bambini, nel gruppo dei quali c'é anche il piccolo Claude che si è guadagnato le prime pagine di tutti i giornali del mondo e che è stato estratto vivo dalle macerie della sua casa. E' il caso di altri bambini che, piccolissimi, hanno avuto la fortuna di rimanere intrappolati negli ampi varchi creati dai crolli e quindi di non restare schiacciati.
Ancora scosse ad Haiti, dove il caos fa posto al dolore
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