Personalizzare il vostro giornale

Toyota: una crisi senza ... freni!

Dopo il maxi-richiamo di milioni di auto per difetti al pedale dell'acceleratore, ha ricevuto più di 100 segnalazioni relative a problemi ai freni della nuova Prius, presentata lo scorso giugno

Dopo il maxi-richiamo di milioni di auto per difetti al pedale dell'acceleratore, ha ricevuto più di 100 segnalazioni relative a problemi ai freni della nuova Prius, presentata lo scorso giugno

Pubblicato il 2010-02-03 14:28:00
Pubblicato il 2010-06-17 16:13:47

Iniziati i lavori di modifica dell’acceleratore difettoso. Problemi anche per la Prius.

Soggetti :
Toyota , Di Japan Airlines , Mitsubishi , TOKYO , Usa , Giappone

Ansa/TOKYO - L'effetto domino lascia aperti tutti gli scenari, anche i più impensabili: i problemi ai freni spuntati alla Prius, l'auto ibrida più venduta al mondo, che vanno ad aggiungersi a quelli già accertati su altri otto modelli, scuote alle fondamenta Toyota come modello di studio per la sua affidabilità tecnologica e organizzativa. Perché il colosso di Nagoya, a differenza di Japan Airlines (Jal) finita negli hangar di una dolorosa bancarotta protetta, è la spina dorsale del sistema produttivo giapponese, il gruppo più importante per ricavi, capitalizzazione e occupati. Insomma, l'esempio per definizione di un comparto, quello dell'auto, che da solo vale il 10% del Pil nipponico. A riprova, è stato sufficiente vedere l'espressione del numero uno della più piccola rivale Mitsubishi, Masao Ohmichi, ammettere che il richiamo di 4,5 milioni d'auto deciso da Toyota per problemi al pedale dell'acceleratore ha tutto il potenziale per danneggiare la reputazione delle altre compagnie del Sol Levante perché il

leader nipponico è noto come leader nei veicoli d'alta qualità. «Poiché Toyota è un produttore simbolo - ha detto Ohmichi - i richiami potrebbero di riflesso colpire l'immagine di tutti i produttori giapponesi». Alla Borsa di Tokyo, i titoli Toyota sono crollati del 5,69%: al pesante andamento delle vendite di gennaio negli Stati Uniti (-15,8% a 98.796 auto) dopo il richiamo d'auto, s'è aggiunta l'ipotesi che la Nhtsa, l'amministrazione Usa sulla sicurezza stradale, possa imporre sanzioni. Secondo gli esperti federali

americani, il gruppo ha agito in ritardo e per questo potrebbe essere citato per danni. Perché, ha confermato il segretario ai Trasporti Usa, Ray LaHood, i tecnici della Nhtsa si erano recati in Giappone a dicembre per ''ricordare al management Toyota gli obblighi legali'' nella soluzione dei problemi alle auto. Anche in Canada si annunciano ricorsi collettivi da parte dei clienti Toyota. Come se non bastasse, sempre la National Highway Traffic Safety Administration ha reso noto di aver ricevuto 102 casi di noie ai freni della Prius (esclusa dagli 8 modelli per cui è stata sospesa la produzione), nella sua ultima versione lanciata a giugno 2009 grazie alla quale la società aveva cominciato a

recuperare e a pensare a risultati a sorpresa nel 2010. Anche in Giappone, il ministero dei Trasporti ha reso noto di aver raccolto 14 casi di possibili malfunzionamenti del sistema frenante chiedendo alla compagnia di effettuare le verifiche del caso.

Barre d’acciaio per correggere il difetto Intanto sono cominciati i lavori di correzione sugli 8 modelli (RAV4 2009-2010; Corolla 2009-2010; Matrix 2009-2010; Avalon 2005-2010; Camry 2007-2010; Highlander 2010; Tundra 2007-2010; Sequoia 2008-2010) che presentano il difetto all’acceleratore. Di questi modelli, comunque, è stata sospesa la vendita. In totale, le misure riguardano 2,3 milioni di vetture in Usa (270.000 in Canada) e 1,8 milioni in Europa. Sarà inserita una barra di acciaio capace, tra l'altro, di far tornare correttamente il pedale alla sua posizione quando non premuto. Toyota intende dare priorità alla soluzione dei problemi prima di maturare la ripresa delle vendite e della produzione degli otto modelli sotto osservazione. Provvedimenti analoghi saranno adottati anche in Cina e negli altri Paesi e regioni interessati dove sono in corso discussioni con le autorità locali.

Fare un commento

Fare un commento

Questo modulo non viene utilizzato per inviare ad un amico. Favore, utilizzare il link "Segnala a un amico" nella parte superiore della pagina per farlo.

Corriere Italiano non è responsabile dei commenti qui riportati. Siate corretti e rispettate il soggetto della discussione. Se siete membri, collegatevi.

(Conserviamo le email private)
Accordo

Preghiamo gli internauti di rimanere nei limiti del decoro e dell’educazione. È vietato sottoporre contenuto discriminatorio, che insulti o che sia inadeguato: potrebbe essere ritirato dal sito a nostra discrezione. Non siamo responsabili delle opinioni o del contenuto sottoposto dagli internauti. L'utilizzo di questo sito e la proprietà del contenuto sottoposto sono sotto la disciplina dei nostri Condizioni generali di utilizzo e il nostro Politica di confidenzialità.

Gli organismi membri devono promuovere attività lecite e a scopo non lucrativo. Ogni organizzazione che facesse la promozione di attività illegali o di servizi/prodotti commerciali verrà ritirata dal sito.

Accetto queste condizioni.

Scrivere il seguente codice

Scrivere la parola qui sopra nell’apposito spazio

Pubblicità

Pubblicità