Ansa/VANCOUVER - Paradossi climatici in chiave olimpica: mentre la costa Atlantica del continente nordamericano è alle prese con la più possente bufera di neve dagli anni venti ad oggi, la costa Pacifica conosce temperature miti. E solo ieri gli organizzatori hanno tirato un sospiro di sollievo per i primi fiocchi di neve caduti sui pini di Cypress Mountain, sede delle gare di free style e snowboard fino a ieri a secco. Ma a poche ore dall'inizio dei giochi, gli organizzatori di Vancouver 2010 avevano già fatto scattare il “Contingenty plan”, il piano obbligatorio ''data la contingenza''. I 240 ettari della zona di Cypress Mountain, a est di Vancouver, sono pronti ad essere coperti o con neve artificiale, oppure con neve trasportata a valle artificialmente dalle zone più alte. I responsabili del Vanoc erano convinti che non ci fosse più tempo da perdere, almeno fino alle prime nevicate di ieri, e che, data l'importanza dell'impatto televisivo mondiale, è necessario dare una marcata impronta invernale a tutta la zona. Per questo nei giorni scorsi avevano fatto pervenire con appositi camion tonnellate di neve recuperata da altre località del Canada, alcune delle quali distanti anche 150 chilometri da Cypress Mountain. Oggi, a poche ore dalla cerimonia ufficiale di apertura delle Olimpiadi, hanno dato l'ordine di utilizzare le scorte accumulate nel frattempo. Al “Contingenty plan” prendono parte anche squadre speciali dei circa 15.300 uomini addetti alla sicurezza dei giochi.
L'emergenza neve è talmente drammatica che sono a decine i team di Giubbe Rosse impegnati nell'organizzazione dei 'Soccorsi' nevosi a Vancouver e dintorni. All'opera motoslitte, elicotteri, gatti delle nevi e spalatori sia delle Giubbe Rosse, sia dell'Esercito canadese. Del resto e' stato calcolato che i giochi di Vancouver saranno seguiti da circa 3 miliardi di telespettatori, mentre nella città canadese sono attesi non meno di 250 mila visitatori, senza contare gli atleti. Per questo sono scattati al pieno delle loro capacità i diversi piani preparativi per garantire al sicurezza dei Giochi. Da oggi sono costanti i controlli americano-canadesi sia nelle acque antistanti Vancouver, sia all'entrata del porto. In piena collaborazione con gli Stati Uniti si svolgono anche i controlli dello spazio aereo.
Per fortuna c'è l'Islanda, e magari qualche altra isoletta come le Vergini. Altrimenti i responsabili del cerimoniale del Cio sarebbero stati costretti a salti degni degli acrobati dello snowboard per evitare l'incidente diplomatico o la strumentalizzazione. Iran, Israel, Italy: metterle in sequenza alfabetica nella sfilata alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi, poteva sembrare una provocazione, sebbene non voluta. E così al Comitato organizzatore in molti a lambiccarsi: e se facessimo repubblica islamica dell'Iran? D'altra parte al Cio sono abituati, la cerimonia di apertura dei Giochi (ore 18 locali, ore 21 di Montreal) è non solo incontro di atleti e messaggio di pace al mondo, ma anche esercizio di diplomazia e passerella di politici.
A proposito: a meno di sorprese dell'ultim'ora a Vancouver non ci sarà la medaglia d'oro dei potenti, Barack Obama. Ma un uomo da podio come Vladimir Putin sarà sulle tribune del B.C. Place: il primo ministro russo è stato il grande sponsor dell'assegnazione a Sochi dei prossimi Giochi invernali e qui non può mancare.
Sul piano dello spettacolo, la cerimonia, come ormai di consueto nelle ultime edizioni, sarà un vero e proprio kolossal: tre ore di musica e scenografie imponenti, in cui il motivo conduttore sarà l'orgoglio nazionale. Dalle Giubbe Rosse agli Inuit, Vancouver 2010 non trascura nulla: e proprio l'integrazione con gli aborigeni sarà uno degli elementi chiave della kermesse. Certe molte presenze eccellenti nella staffetta con la fiaccola (Michael Buble', Arnold Schwarzenegger), l'attesa è per la scelta dell'ultimo tedoforo: a Vancouver impazzano i sondaggi, che vedono in vantaggio su tutti Waine Gretzky, la leggenda vivente dell'hockey, “The great one”.

