Il Canada fa marcia indietro e rinuncia al progetto di modificare il testo del suo inno nazionale per 'rettificare' un verso ritenuto non rispettoso dell'eguaglianza di genere.
La questione era stata sollevata dopo che 'O Canada' è stato eseguito ben 14 volte durante le Olimpiadi invernali tenutesi a Vancouver e nelle quali il paese ospitante ha anche fatto incetta di medaglie. In particolare l'attenzione si era posata sul verso che evoca l'amore patriottico di tutti i 'figli' (sons) del Canada: troppo irrispettoso nei confronti delle 'figlie' del Canada, probabilmente, tanto da sollecitare una modifica in senso più neutro. O quantomeno un confronto a riguardo, nell'intero Paese. Questa era stata la proposta lanciata da Ottawa, su pochi dettagli su come procedere, a dire il vero, a parte l'intenzione di interpellare esperti e storici. Il 'suggerimento' del governo conservatore è stato però criticato dai liberali all'opposizione che hanno sottolineato: ''se il governo vuole davvero intervenire sui diritti delle donne, faccia qualcosa di più sostanziale''.
Una discussione che si è però conclusa in tempi record, a quanto pare: per due giorni soli se n'è discusso prima che il primo ministro Stephen Harper annunciasse che non se ne fa più niente. ''Ci siamo offerti di ascoltare il parere dei canadesi sulla questione e questi hanno parlato forte e chiaro'', ha detto il portavoce di Harper Dimitri Soudas, nell'annunciare 'capitolo chiuso'. (Si ringrazia l’ANSA).
L’inno non si tocca, resta “maschilista”...
'O Canada' è ufficialmente l'inno nazionale canadese dal 1980 quando ha rimpiazzato 'God save the Queen', l'inno britannico, essendo a tutt'oggi i canadesi formalmente sudditi della regina d'Inghilterra.
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