Lawrence Cannon, ministro canadese degli Affari esteri, ospita oggi e domani a Gatineau la riunione dei ministri degli Esteri del G8. Tre i temi chiave che devono essere affrontati: la non proliferazione nucleare, Afghanistan/Pakistan e gli effetti del terrorismo. Il lavoro svolto dai ministri degli esteri del G8 sarà direttamente collegato alle discussioni e alle decisioni dei leader al vertice G8 di Muskoka che il Canada ospiterà il 25 e 26 giugno prossimi.
In tema di non-proliferazione nucleare e disarmo, s’avvicina sempre più il momento in cui l’Iran sarà in grado di produrre un’arma nucleare, mentre la Corea del Nord, portando avanti i suoi programmi nucleari, continua a sfidare la comunità internazionale. Ciò sottolinea ulteriormente l’importanza di conseguire l’obiettivo di un mondo senza armi nucleari.
In Afghanistan, il Canada insieme ai suoi partner del G8 sta facendo congrui sforzi per aiutare il paese a diventare uno stato stabile e in pace, che non sarà mai più un rifugio per i terroristi. Il Canada ha agevolato il dialogo tra rappresentanti afgani e pakistani per arrivare ad una gestione comune della frontiera; naturalmente chiederà ai ministri degli esteri del G8 di proseguire su questa linea e trovare modi per continuare ad incoraggiare ed aiutare il Pakistan.
Un terzo tema da affrontare a Gatineau sarà quello degli effetti del terrorismo che non si limitano affatto all’Asia centrale. Il terrorismo proveniente anche da altri paesi rimane una minaccia per il Canada e il mondo. Il Canada vorrà anche intavolare il discorso su come aiutare altri paesi a far fronte alle loro vulnerabilità in materia di sicurezza. In diversi paesi, come ad esempio Haiti, mancano istituzioni efficaci in grado di sostenere progressi sul piano della sicurezza, del benessere e dei diritti umani. Il Ministro Cannon chiederà ai colleghi di vedere come offrire programmi complementari gli uni con gli altri e che aiutino quei paesi a prevenire i conflitti, a contrastare il terrorismo, il crimine, il traffico di stupefacenti e la tratta.
Sullo sfondo della necessità di riaffermare il ruolo del G8 - che quest’anno il Canada ha deciso di riportare al suo formato base senza aprirlo (come accadde a L’Aquila) ai paesi emergenti - il vertice di Gatineau cade in un momento intermedio tra la Conferenza di Londra del gennaio scorso e la prossima, prevista a Kabul a inizio giugno. Ma si parlerà anche della situazione in Yemen e Somalia: il ministro italiano, Franco Frattini, aprirà la discussione enfatizzando l’encomio internazionale assegnato all’Italia per la sua leadership e il suo “ruolo propulsivo nella costituzione del gruppo Friends of Yemen, così come per la parte attiva svolta nelle riunioni dell’International Contact Group”. Per quanto riguarda invece la non proliferazione, i lavori, in vista della Conferenza di revisione del Trattato, vedranno la partecipazione del suo presidente, il filippino Libran Cabactulan. E certamente verrà salutato con soddisfazione il recente annuncio della firma dello Start 2 tra Usa e Russia che avverrà l’8 aprile prossimo. Sul fronte dei colloqui sulle aree di crisi (la presidenza canadese ha deciso di focalizzare i lavori sull’America Latina) questa sessione potrebbe essere anche l’occasione per un giro di tavolo sul tema mediorientale e di un aggiornamento, da parte del segretario di stato Usa Hillary Clinton, sui recenti colloqui avuti dal presidente Obama con il premier israeliano Banyamin Netanyahu. (Si ringraziano l’Ambasciata del Canada a Roma e l’ANSA)
Ministri degli Esteri del G8 a Gatineau
Il Canada ritiene che la riunione dei ministri degli Esteri del G8 a Gatineau sia un’occasione importante per affrontare questioni d’interesse vitale in materia di sicurezza globale e nazionale.
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