Ancora una volta un importante consesso mondiale è terminato come era iniziato, senza segnare significativi passi in avanti. La notizia più rilevante, anche questa a dire il vero attesa, è il riequilibrio fra G20 e G8 in favore del primo. Anzi, nel corso dell’incontro di Huntsville fra le 8 economie mondiali più sviluppate, si sono difese le ragioni di questa formula. Ma l’appuntamento ha mostrato le divisioni profonde proprio nel nucleo del G8 su tutti i principali temi in discussione: insistere più sul contenimento dei conti (come vuole la Germania rigorista di Angela Merkel) o puntare sul sostegno della crescita e dei consumi (come vuole l’America di Barack Obama al pari della Cina), tassare le banche (imposizione avversata da Canada, Giappone, Canada e Italia) o le transazioni finanziarie. Il comunicato finale recita platonicamente che “risulta cruciale dare vigore alla ripresa. Per sostenere tale ripresa, dobbiamo continuare a mettere in atto i piani di stimolo esistenti, adoperandoci al contempo per creare le condizioni per una vigorosa domanda privata”.
Il presidente cinese Hu Jintao, vero protagonista dell’incontro canadese, ha così sintetizzato: “Con lo sforzo comune del G20 e della comunità internazionale, l’economia mondiale si va gradualmente riprendendo, ma le fondamenta della ripresa ancora non sono solide, il processo non è bilanciato e vi sono ancora molte incertezze. Il rischio dei debiti sovrani in alcuni Paesi va aumentando. Tutto questo evidenzia che l’impatto profondo della crisi finanziaria non è stato ancora superato, e che i rischi sistemici e strutturali dell’economia mondiale restano. Dobbiamo agire con cautela su tempi, passi e forza prima di abbandonare politiche di stimolo economico”. La Merkel invece si consola dicendo che “non si aspettava” di riuscire a far dire al comunicato finale che bisogna “dimezzare i disavanzi entro il 2013 e stabilizzare o ridurre, entro il 2016, il rapporto debito-Pil”. La visione cinese sembra più comprensiva di tutti i fattori, tanto che anche il comunicato finale riconosce che “siamo giunti alla conclusione che possiamo fare molto di più”.
Una piccola vittoria per il Canada: l’avvento della tassa bancaria su scala mondiale è stato scongiurato. Ogni nazione rimane libera di instaurarla, ma secondo gli esperti la mobilità dei capitali sul mercato finanziario ridurrebbe l’efficacia di tale misura su scala nazionale. Gli Usa e i paesi europei erano favorevoli a questa soluzione, ma la campagna “anti-tassa” del Canada (appoggiato da Giappone e Cina) è andata a buon fine.
Non sono mancati i problemi di ordine pubblico. Le cifre ufficiali al momento di scrivere quest’articolo parlano di 700 (probabilmente il bilancio supererà nel frattempo quota 800) persone arrestate a seguito dei violenti scontri tra polizia e manifestanti durante i cortei di protesta per il G20, svoltosi nel fine settimana. Gli agenti hanno utilizzato gas lacrimogeni e proiettili di gomma per placare la furia dei black bloc, che hanno devastato negozi e incendiato veicoli della polizia nei pressi della barriera di sicurezza che vietava l’accesso ai lavori del G20. Gli agenti hanno fatto irruzione anche nel campus dell’Università di Toronto, dove sono state fermate una settantina di persone sospettate di non essere studenti.
