Personalizzare il vostro giornale

8 euro di pensione al mese



8 euro di pensione al mese

8 euro di pensione al mese

Pannuzzo Antonio
Pubblicato il 2010-06-29 10:20:17
Pubblicato il 2010-06-29 10:20:17
Pannuzzo Antonio RSS Feed

Il dramma di due emigrati tornati in Italia dal Canada.

Soggetti :
Canada , Italia , Calabria

La mancata ratifica, da parte dell’Italia, dell’Accordo di sicurezza sociale con il Canada può produrre effetti drammatici. Capita infatti a due italiani emigrati in Canada (e tornati dopo 26 anni nella loro Calabria) di ricevere dall’Inps rispettivamente 8 e 17 euro di pensione al mese, “cifra” che si aggiunge alle pensioni canadesi (Canada Pension Plan $ 67 e Old Age Pension $ 310) e ad un assegno sociale di 200 euro che l’Inps riconosce a lui da qualche tempo.

Margherita Giardino è partita 26 anni fa da Aiello Calabro, in provincia di Cosenza, ed è tornata con il marito dopo una lunga emigrazione in Canada per “godersi” la pensione ad Albi, sempre in Calabria ma in provincia di Catanzaro. Ora il loro reddito di ex emigranti è di 9.500 euro annui in due. “Sembra - ha scritto Margherita all’agenzia Aise - che la nostra emigrazione non finisca mai, neanche quando si ritorna in Patria: sarà il nostro destino quello di essere sempre esclusi anche dai più elementari e comuni diritti?”.

L’amarezza di Margherita è dovuta alla mancata ratifica dell’Accordo di Sicurezza Sociale che avrebbe garantito a lei e al marito il cosiddetto trattamento minimo previdenziale, visto che dall’Inps ricevono delle somme risibili perché entrambi hanno contributi da lavoro in Italia per meno di due due anni.

“Il governo canadese ha già ratificato il nuovo Accordo ed il Protocollo dello stesso nel 2004, mentre il governo italiano ancora non lo ha fatto, sebbene siano trascorsi già 15 anni”, ricorda la signora Giardino che, quindi, si chiede: “come può la nostra tanto amata Italia calpestare e penalizzare solo gli emigranti in  Canada e Venezuela, gli unici a non essere tutelati da convenzioni che non si ratificano? Dal momento che tutti gli altri emigranti sono coperti da questo diritto, perché io ne devo essere esclusa a causa di una lunga e protratta e sempre posticipata ratifica da parte del nostro governo?”.

La signora ha anche tentato le vie legali ma il giudice del Tribunale Civile di Catanzaro ha rigettato il suo ricorso all’Inps per ottenere il trattamento minimo. Ora, con il ricorso in appello che incombe e una difficile situazione patrimoniale, la signora Giardino lancia un appello all’Istituto nazionale di previdenza affinché “riconsideri il caso e, senza ulteriori ricorsi giudiziari, secondo i principi della nostra Costituzione, mi conceda il trattamento minimo”.

(Si ringrazia l’agenzia Aise)

 

Fare un commento

Fare un commento

Questo modulo non viene utilizzato per inviare ad un amico. Favore, utilizzare il link "Inviare ad un amico" nella parte superiore della pagina per farlo.

Corriere Italiano non è responsabile dei commenti qui riportati. Siate corretti e rispettate il soggetto della discussione. Se siete membri, collegatevi.

(Conserviamo le email private)
Accordo

Preghiamo gli internauti di rimanere nei limiti del decoro e dell’educazione. È vietato sottoporre contenuto discriminatorio, che insulti o che sia inadeguato: potrebbe essere ritirato dal sito a nostra discrezione. Non siamo responsabili delle opinioni o del contenuto sottoposto dagli internauti. L'utilizzo di questo sito e la proprietà del contenuto sottoposto sono sotto la disciplina dei nostri Condizioni generali di utilizzo e il nostro Politica di confidenzialità.

Gli organismi membri devono promuovere attività lecite e a scopo non lucrativo. Ogni organizzazione che facesse la promozione di attività illegali o di servizi/prodotti commerciali verrà ritirata dal sito.

Accetto queste condizioni.

Pubblicità

loading...

Pubblicità