Alla vigilia del G8/G20, il governo canadese si è adeguato all’impegno assunto a Copenaghen, cioè ad aiutare i paesi in via di sviluppo ad adattarsi ai cambiamenti climatici. Ottawa investirà 400 milioni di dollari per l’anno finanziario in corso. E intanto decide di agire sul fronte interno. Con un comunicato stampa, il ministro dell’Ambiente del Canada, Jim Prentice, ha annunciato oggi che il suo governo vuole ridurre le emissioni di gas a effetto serra mettendo in opera un regolamento che riguarda la produzione d’elettricità al carbone. “Il Canada fa un passo in avanti verso il suo obiettivo, che è quello di diventare una superpotenza dell’energia pulita. Un’eliminazione graduale, responsabile e chiara, delle centrali termiche inefficaci ci darà tempo a sufficenza per poter attuare tecnologie di produzione d’energia pulita”, afferma Prentice.
Le centrali elettriche alimentate al carbone producono il 13% delle emissioni totali di gas a effetto serra del Canada. Il progetto di regolamento imporrà norme rigide alle nuove centrali a carbone ed a quelle che si avvicinano alla fine del loro ciclo di vita. Il Canada conta in totale 51 centrali del genere, di cui 33 arriveranno al termine della loro esistenza entro il 2025. L’eliminazione graduale di questo tipo di produzione d’elettricità tradizionale al carbone dovrebbe influire notevolmente - secondo il governo di Ottawa - sulla riduzione delle emissioni. Questa politica, combinata con l’impegno delle province e delle imprese a cessare le attività delle centrali termiche, permetterà una riduzione delle emissioni di circa 15 megatonnellate. È come se si eliminassero 3,2 milioni di veicoli sulle nostre strade. Con l’Accordo di Copenaghen, il Canada si è impegnato a ridurre le sue emissioni di gas a effetto serra entro il 2020 del 17% rispetto ai livelli del 2005.
