Sognavano la natura incontaminata dell'Australia, due giovani italiani, che hanno invece scoperto i silenzi di un altro Paese-continente, il Canada. Merito, o colpa, di un'omonimia, quella tra la scintillante Sydney del Nuovo Galles del Sud, nella terra dei canguri e il meno noto, piccolo capoluogo della Cape Breton Island, isola della Nova Scotia, dove sono atterrati per errore.
L'episodio è forse il primo eclatante caso di viaggio con finale a sorpresa della stagione 2010. Emblematico di un certo turismo di massa, superficiale, concentrato nell'alta stagione, quando il sovraffollamento favorisce overbooking ed errori, anche da parte di operatori e agenzie di viaggio, come è accaduto nella circostanza. Secondo la televisione di stato canadese Cbc, Valerio Torresi, 26 anni, e Serena Tavoloni, 25, erano al primo viaggio extraeuropeo assoluto. Atterrati in Nova Scotia, provincia atlantica della nazione della foglia d'acero, avrebbero inizialmente pensato a uno scalo intermedio, seppur decisamente fuori rotta. Appurato quello che stava loro accadendo, "la prima reazione è stata la paura - hanno dichiarato alla Cbc. "La seconda è stata: no, è uno scherzo. Ma purtroppo era vero".
Queste le sensazioni raccolte dall'emittente canadese, secondo la quale l'agenzia di viaggi italiana, all'origine dell'errore di destinazione, sta facendo le nuove prenotazioni per inviare la coppia, come previsto, in Australia. Nell'attesa, i due giovani sono stati messi comunque a proprio agio: ristoranti locali offrono loro pasti a base di astice, la specialità del litorale atlantico canadese, mentre alloggiano gratuitamente in un hotel dell'isola.
In definitiva, ai due non è andata così male: se la gentilezza e la propensione all'ospitalità dei canadesi sono proverbiali, gli abitanti di Cape Breton, come spesso accade agli isolani, sono davvero al top. Senza contare che, al momento, la Sydney d'Australia è in pieno inverno, mentre il capoluogo della splendida isola atlantica è al culmine dell'estate. Bagnata dall'Atlantico, lambita dalla Corrente del Golfo, Cape Breton è un'isola tutt'altro che gelida, come la sua ubicazione canadese lascerebbe pensare. Situata a latitudini paragonabili a quelle del Centro-Nord italiano, offre giornate di estate vera, a luglio (e non solo) si fa agevolmente il bagno in mare. Al momento la giovane coppia, sta "guadagnando" 10-12 gradi centigradi al giorno rispetto al previsto: nei prossimi giorni è previsto sole con massime fino a 31 gradi, contro i 15-16 della metropoli dell'Opera House.
E se a livello di città non c'è davvero gara - la metropoli australiana, straordinaria di per sé, ha di fronte una cittadina 20 volte più piccola e appena gradevole - a livello di ambiente, di paesaggio circostante, il match è apertissimo. A cominciare dal Cape Breton Island Highlands National Park, attraversabile in auto via Cabot Trail, una delle strade costiere più spettacolari al mondo, a poche ore dalla Sydney nord-atlantica. Una higwyay panoramica che in certi tratti ricorda proprio la Great Ocean Road vicino a Melbourne, che ogni visitatore del Sud-Est Australia non può fare a meno di vedere.
La Sydney canadese è abituata a simili errori. La Cbc ha riferito di una donna argentina, che ha conosciuto la stessa sorte due anni fa, così come una coppia di inglesi nel 2002. Gli abitanti e gli operatori turistici del piccolo porto (25 mila abitanti) sono così abituati al "misunderstanding" che se prenoti un albergo online - è capitato a chi scrive - ti può accadere di ricevere una replica immediata, con tanto di punto esclamativo a segnalarne il rilievo -: "Caro X, Y - più o meno il contenuto della mail - siamo felici che tu sia interessato a noi, ma data la lontananza del tuo luogo di origine, vorremmo solo accertarci che stai davvero cercando un albergo a Sydney, Nova Scotia, e non a Sydney, Australia...''. E se per caso, rispondi loro che "sì, cerchi proprio Sydney, Cape Breton Island, la porta d'accesso al Cabot Trail", ti inondano di messaggi e di informazioni utili. Le sorprese del turismo fai-da-te non sono necessariamente spiacevoli. (Inform/La Repubblica)