Le cifre provengono dai crimini riportati alla polizia. L'anno scorso, se ne contavano 2,2 milioni: 43.000 di meno rispetto al 2008. A fare la differenza, soprattutto il calo di crimini contro beni, come il furto di veicoli. Secondo alcuni esperti, è anche “merito” della recessione, perché nei periodi di crescita economica, quando maggiori sono le aspirazioni della gente e l’inflazione è forte, vi è tendenza ad un aumento dei fenomeni criminosi. A parte le fluttuazioni economiche, le cifre del CCSJ indicano - afferma un suo portavoce, Warren Silver - che il crimine in generale è in calo dal 1991, allorché si è raggiunto il vertice storico.
Il tasso di criminalità (numero di crimini per porzione di 100.000 abitanti) si è abbassato del 17% tra il 1999 ed il 2009. I crimini violenti (contro la persona) diminuiscono anch’essi, ma in misura minore. Dal 1999 al 2009, il calo è stato pari al 6%. Il tasso di omicidi in Canada è invece stabile da 10 anni. Il ritratto è più triste nelle Praterie e nel Nord. Il Manitoba e il Saskatchewan registrano i risultati peggiori fra le province e ciò nella maggior parte delle statistiche. Ma è ancor peggio nel Nunavut e nei Territori del Nord-Ovest dove i tassi di criminalità e gli indici di gravità sono circa due volte più elevati.
C’è un... ma: le cifre del CCSJ includono soltanto i crimini riportati alla polizia. E, a quanto pare, soltanto un crimine su tre è denunciato alle forze dell’ordine. Nel Québec, il 60% dei crimini non è segnalato, ma in Ontario stanno peggio, con il 70% di mancata denuncia di crimini alla polizia.
