Il governo canadese ha deciso l’adozione di nuove sanzioni contro l’Iran, soprattutto per quanto riguarda il settore energetico, allo scopo di spingere Teheran a riprendere i negoziati circa il suo controverso programma nucleare. Queste misure, annunciate dal ministro degli Esteri, Lawrence Cannon, sono analoghe a quelle stabilite oggi dall’Unione Europea e qualche settimana fa dagli Stati Uniti. Cannon ha tra l’altro definito il governo iraniano ''aggressivo'' e ''irresponsabile''.
DESCRIZIONE DELLE SANZIONI
Il “Regolamento sulle misure economiche speciali riguardanti l'Iran” prevede degli interventi e dei comportamenti che il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha chiesto agli Stati membri di attuare (ma senza costriungerli) ai sensi della risoluzione 1929.
Il regolamento proibisce di: 1)Avere relazioni con privati ed organismi ben precisi, avere transazioni su beni, o mettere a loro disposizione beni e servizi finanziari o altri; 2) Esportare in Iran o fornirgli altrimenti armi e materiali bellici che non siano già vietati, oltre che articoli che potrebbero contribuire alle attività di proliferazione dell' Iran, o essere utilizzato nella raffinazione del petrolio e del gas; 3) Fornire dati tecnici legati a questi beni; 4) Fare nuovi investimenti nel petrolio ed il gas iraniani, o fornire o acquisire servizi finanziari a tale scopo; 5) Fornire o acquisire servizi finanziari per permettere ad un'istituzione finanziaria iraniana (o ad una delle sue filiali e succursali, o ad uno dei suoi uffici) di stabilirsi in Canada, o viceversa; 6) Stabilire relazioni bancarie con istituzioni finanziarie iraniane, o comperare debiti del governo dell’Iran; 7) Fornire servizi destinati allo sfruttamento o alla manutenzione di una nave che appartenga alla Repubblica islamica d'Iran, agevolare servizi da essa controllati o agire per suo conto.
L'elenco delle merci proibite comprende tutte le armi e tutti i materiali connessi che non siano già vietati da risoluzioni precedenti del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Comprende anche la quasi totalità degli articoli che appaiono nell'elenco delle merci d'esportazione controllata, gli articoli utilizzati nella raffinazione del petrolio e del gas, ed un elenco di beni che potrebbero contribuire alle attività di proliferazione dell’Iran.
Visto che i canali umanitari e diplomatici devono restare aperti, esenzioni sono previste per le attività che proteggono la vita umana e forniscono soccorsi, dei prodotti alimentari o delle medicine ai sinistrati, eccetto se si tratta di privati o di organismi ben precisi.
La restrizione delle relazioni non applica nei casi seguenti: 1) Spedizione di prodotti agricoli sfusi verso la Repubblica islamica d'Iran; 2) Rimborsi di prestiti; 3) Pagamento delle pensioni; 4) Transazioni con le ambasciate dell'Iran e del Canada; 5) Transazioni con alcune organizzazioni, come Croce Rossa, e le organizzazioni non governative; 6) Operazioni necessarie per trasferire un conto detenuto presso un privato o un'organismo ben precisi.
