Il gigante canadese degli oleodotti, Enbridge (T.ENB) sta cercando di correre ai ripari per contenere l’ennesima fuga di petrolio. È quella verificatasi nel Midwest americano, che sta creando qualche apprensione, nonostante l’attenzione del mondo resti concentrata sul golfo del Messico. Il dirigente di Enbridge, Pat Daniel, ha garantito in una conferenza stampa tenuta a Battle Creek che l’impresa sta facendo tutto il possibile per ripulire tutte le zone toccate dallo strato di petrolio. Il riversamento in questione è lungi dal creare un disastro come quello che riguarda la BP nel golfo del Messico, in cui si sono sparsi 697 milioni di litri di petrolio in seguito all’esplosione di una piattaforma di perforazione. Ma qualche preoccupazione esiste ugualmente. Enbridge, la cui sede sociale si trova a Calgary, ha mobilitato numerose squadre di pulizia. L’impresa ha detto di aver portato a 300 il numero dei suoi operai per limitare i danni in seguito al riversamento di greggio nel fiume Kalamazoo (stato del Michigan). L’oleodotto in questione parte dall’Ontario. Enbridge ha già installato quasi 4,3 chilometri di dighe lungo il fiume e anche sul lago Morrow, per evitare che il petrolio si sparga ancor di più. Ma la governatrice del Michigan, Jennifer Granholm, ha dichiarato che gli sforzi dell’impresa per contenere la fuga sono “insufficienti”. Uno studio del Polaris Institute, un'organizzazione di Ottawa, ha rivelato che Enbridge è responsabile di 610 fughe di petrolio verificatesi dal 1999 al 2008, per un totale di 21 milioni di litri versati in questo lasso di tempo.
Enbridge non soltanto deve cercare di contenere la fuga della sua conduttura nel Michigan, ma anche fronteggiare gli ambientalisti. Quattro membri di Greenpeace si sono incatenati negli uffici di Vancouver per protestare contro il progetto di conduttura che dovrebbe attraversare la foresta Great Bear in Colombia Britannica.
Enbridge a ha recentemente pubblicato un utile netto di 138 milioni per il trimestre conclusosi il 30 giugno: 37 centesimi per azione, in calo rispetto ai 393 milioni (1,08$ per azione) realizzato nello stesso trimestre di un anno fa.
