Ottawa ha confermato la sua presenza e la sua identità. Ha ricordato che nell’immenso “cortile” dell’Artico ci si affaccia anche il Canada, dalla sua “finestra” che, ricordiamo, rappresenta il 40% del territorio canadese. Il tradizionale viaggio annuale nel Grande Nord è servito al Primo ministro Stephen Harper per avere un contatto diretto con la strategia di controllo della zona artica. Il Premier ha preso parte, ad esempio, alla fase finale dell’Operazione NANOOK 10, un’esercitazione iniziatasi il 6 agosto e alla quale hanno preso parte le Forze armate e la Guardia costiera canadesi, la GRC, la 2^ flotta della Marina e la Guardia costiera americana, la Marina reale danese. In tutto, circa 1500 uomini/donne impegnati. Ha previsto delle operazioni di controllo, esercitazioni miliari tipiche e anche un’attività di simulazione “in caso di fuga di greggio da una petroliera” nella regione di Resolute Bay. Proprio questa località – ha annunciato Harper – ospiterà un centro di addestramento delle Forze armate canadesi, per poter dare manforte ai Rangers che sono «i nostri occhi e le nostre orecchie nelle regioni nordiche», ha detto il primo ministro. Inoltre, per allargare la porta operativa della marina nell’Artico, il governo fornirà nuove installazioni di rifornimento in alto mare a Nanisivik. In progetto anche la costruzione di una nuova rompighiaccio polare, «la più grande e potente che il Canada abbia mai posseduto». In arrivo pure nuove navi extracostiere che potranno svolgere operazioni di controllo nell’Artico. Altro annuncio fatto da Harper: la nuova stazione di ricerca verrà realizzata a Cambridge Bay, nel Nunavut (aperta tutto l’anno, permetterà di creare posti di lavoro). Promesso infine il sostegno di Ottawa al progetto RADARSAT dell’Agenzia spaziale canadese, che riguarda una rete di satelliti ultrasofisticati grazie ai quali la Difesa nazionale potrà meglio monitorare la propria massa terrestre e oceanica.
Nei “cortili” che si rispettino la convivenza non è facile con tutti i vicini di casa. Se il Canada ha buoni rapporti con Usa e Danimarca, come abbiamo visto, non corre buon sangue con la Russia, come si sa, sulla questione Artico. I due paesi si controllano, danno vita a schemaglie militari, a manifestazioni di sovranità. Poco prima che Harper arrivasse sui luoghi dell’Operazione NANOOK, due aerei da caccia canadesi avevano intercettato altrettanti bombardieri russi a 50 km dallo spazio aereo del Canada. Proprio la Russia sta inaugurando nell’Oceano Artico una nuova rotta per il trasporto di gas condensato e petrolio destinati ai mercati asiatici in piena espansione, in particolare la Cina. Una rotta lunga 13 mila km, che le farebbe risparmiare quasi 10 mila km rispetto a quella tradizionale lungo il Canale di Suez. Mosca ha indicato l’Artico tra le sue priorità strategiche, piantando nell’estate 2007 il tricolore russo a 4000 metri di profondità sotto il Polo Nord: un gesto simbolico, ma non solo, a supporto delle sue rivendicazioni artiche, in concorrenza con Usa, Canada, Danimarca e Norvegia.
Tornando ai fatti nostri, il leader dell’Opposizione a Ottawa, il liberale Ignatieff, ha criticato Harper parlando di «eccessiva militarizzazione dell’Artico» e di «inopportuno gioco alla guerra fredda».
