Sette settimane, 142 fermate, 10 province, 2 territori, quasi 40 mila km percorsi dopo la partenza da Calgary. L’Express liberale, l’autobus di Michael Ignatieff, ha finito il suo tour all’isola di Cap Breton, in Nouvelle Écosse. Qui, il leader e i suoi deputati hanno dato vita ad una tre-giorni di riflessione per mettere a punto la strategia del PLC in vista della ripresa parlamentare (20 settembre). Dovranno stabilire come porsi di fronte al governo conservatore. Durante la riunione del caucus liberale svoltasi a Sudbury, in Ontario, Ignatieff aveva detto che «è arrivato il momento, per Harper, di lasciare il proprio posto». Ma questa dichiarazione aveva sollevato malumore in seno al partito liberale e creato anche qualche ripercussione a livello di sondaggi. Adesso, il capo del PLC appare più prudente. Ora dice: «Aspettiamo di vedere che fa il governo. Se i conservatori sono disposti a lavorare insieme agli altri partiti alla Camera, bene. Sennò dobbiamo prenderci le nostre responsabilità», senza specificare in che modo, ma precisando anche: «non saremo noi a cercare lo scontro».
I liberali, la cui popolarità oscilla attorno al 30 per cento nei sondaggi, hanno ridotto a tre punti percentuali il distacco dai conservatori. Un miglioramento, quindi, rispetto alla differenza del 10 per cento che c’era nella primavera scorsa. Il dilemma è sempre quello: si risulta più simpatici ai canadesi sostenendo il governo oppure facendo di tutto per farlo cadere? Intanto, quel che si può fare è lanciare qualche frecciatina al Premier e corteggiare una fetta importante di canadesi, come i quebecchesi ad esempio. Michael Ignatieff non ha perso l’occasione per criticare il Premier che «è tornato a fare tappa in Quebec, dopo ben 110 giorni di assenza». Harper, secondo il leader liberale continua ad essere distaccato dalla realtà e a dimenticare quali siano le priorità per i quebecchesi».
Intanto, il deputato di origini italiane Maurizio Bavilacqua, liberale da 22 anni, ha confermato le sue dimissioni e quindi l’abbandono della scena federale. Prenderà parte infatti alla corsa per il posto di sindaco di Vaughan, Ontario. Tornando a Ignatieff, il capo adesso è come sulla “bilancia” per capire se è meglio stare da una parte o dall’altra. Ma sarà bene che ai quebecchesi (e al resto dei canadesi) cominci a fare qualche proposta convincente.
