La “marea nera” di Wikileaks tocca anche le coste canadesi e rischia di compromettere le relazioni diplomatiche fra Ottawa e Washington. Sono 2.648 i documenti diffusi da Wikileaks che si riferiscono al Canada e, fra questi, numerosi trattano delle relazioni con gli illustri vicini di casa e, ad esempio, si evince che il Canada soffre di “un complesso d’inferiorità” rispetto agli Stati Uniti. Questo documento, in particolare, fu redatto in previsione della visita ad Ottawa del presidente americano Barack Obama. I diplomatici americani a quel tempo operativi in Canada affermarono che questo soggiorno poteva temporaneamente “attenuare il complesso d’inferiorità abituale che i canadesi hanno verso gli Stati Uniti”. Inoltre, nell’autunno 2008, l’ambasciatore americano David Wilkins si lamentò della campagna elettorale canadese utilizzando concetti e termini simili. Deplorando che nessuno parlava degli Stati Uniti in occasione della campagna, l’ambasciatore ritenne che “ciò riflette probabilmente un complesso d’inferiorità dei canadesi rispetto ai loro vicini di casa”.
Fra le altre rivelazioni di WikiLeaks vi è un messaggio inviato nel novembre 2004 secondo cui “il Canada si è lamentato d’essere stato isolato dalla rete informativa come rappresaglia per essersi rifiutato di partecipare alla guerra in Iraq”. Questa nota confidenziale proveniente dall’ambasciata degli Stati Uniti ad Ottawa intendeva prevenire Washington che questo argomento scottante rischiava di essere affrontato durante una eventuale visita del presidente George W. Bush. Gli Stati Uniti avevano progettato di condividere le informazioni segrete che riguardano l’Iraq esclusivamente con due alleati, la Gran Bretagna e l’Australia. Pertanto, il Canada si trovava escluso dal gruppo di quattro paesi che avevano sempre condiviso informazioni segrete.
Wikileaks riferisce anche di un incontro tra autorità americane e Ahmed Wali Karzai, capo del consiglio provinciale di Kandahar, fratello del leader afgano Hamid Karzai. All’incontro era presente anche Ben Rowswell, rappresentante canadese in Afghanistan, che avrebbe fatto domande relative alla credibilità delle elezioni afghane.
La prima reazione di Ottawa è stata quella del ministro degli Affari Esteri, Lawrence Cannon, il quale ha avuto parole dure. “Si tratta di un’azione irresponsabile che non aiuta nessuno e che potrebbe minacciare la nostra sicurezza nazionale”. Nonostante ciò, Cannon ha sottolineato che questo non danneggerà le relazioni internazionali tra Washington e Ottawa.
Ma intanto, il governo è nell’imbarazzo dopo la scioccante affermazione con cui Tom Flanagan, consigliere del Premier Stephen Harper, se n’è uscito durante un’intervista alla popolare tv CBC, pubblicata da Wikileaks sulla sua pagina Twitter. “Julian Assange merita di essere assassinato”, ha detto commentando il terremoto diplomatico messo in moto dalle rivelazioni del sito di cui Assange è proprietario. “Barack Obama dovrebbe assoldare un killer, usare un drone o qualcosa del genere” per ucciderlo, ha incalzato Flanagan. Secondo il consigliere, che è anche docente all’università di Calgary, quanto rivelato da Wikileaks “è roba che non dovrebbe essere pubblica, vi sono delle cose che veramente possono complicare le relazioni internazionali e eventualmente portare ad una guerra”. Quindi, ha ribadito: “non sarei per nulla infelice se Assange ...scomparisse”.
Da Ottawa e da Washington negli ultimi giorni si sono susseguite le dichiarazioni (se non direttamente dei capi di stato, dei loro subalterni) tendenti alla distensione ed a rassicurare tutti: le relazioni fra le due sponde “rimangono salde e non vengono messe in pericolo” dalla marea di Wikileaks. Ma resta da capire quanto il famoso “complesso di inferiorità” canadese corrisponda a un effettivo “complesso di superiorità” degli americani.

