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“In frenata” la disoccupazione negli Usa

Un operaio al lavoro in un’officina meccanica. Gli americani disoccupati sono 15 milioni

Un operaio al lavoro in un’officina meccanica. Gli americani disoccupati sono 15 milioni

Pubblicato il 2010-03-09 11:59:00
Pubblicato il 2010-06-17 16:56:22

Obama: «Bene, ma non basta»

Soggetti :
Di Aladdin Capital Holdings , Usa , NEW YORK

Ansa/NEW YORK - L'Azienda America perde meno posti di lavoro del previsto nonostante il maltempo, senza il quale probabilmente l'occupazione sarebbe cresciuta: in febbraio sono stati “bruciati” 36.000 posti, meno degli oltre 70.000 previsti. Il tasso di disoccupazione è rimasto fermo al 9,7%. I dati «sono migliori del previsto ma», nonostante questo, continuano a essere «troppo elevati da tollerare - afferma il presidente americano Barack Obama -. Io e la mia amministrazione non ci riposeremo e non cesseremo i nostri sforzi fino a che gli americani che cercano lavoro non lo troveranno». La fotografia scattata dal Dipartimento del lavoro alimenta le speranze di

un'accelerazione dell'economia, che resta - secondo gli analisti - ancora debole e incerta e difficilmente darà la spinta necessaria al mercato del lavoro per tornare a crescere in modo robusto. «I dati di febbraio suggeriscono che l'economia è sul punto di creare occupazione» e potrebbe iniziare a farlo in marzo, afferma il capo economista di Ihs Global Insight, Nigel Gault. La possibilità che l'occupazione torni a crescere in primavera è ''molto realistica'', mette in evidenza l'advisor economico della Casa Bianca, Christina Romer. «Assistiamo – osserva invece il segretario al Lavoro americano, Hilda Dolis - a una stabilizzazione dell'economia, ma è necessario fare di più per l'occupazione». La Camera ha dato il proprio via libera a misure per 15 miliardi di dollari a sostegno del mercato del lavoro, inclusi sgravi fiscali per le aziende che assumono. Il pacchetto dovrà ora essere passato dal Senato e poi firmato dal presidente per divenire legge. In febbraio i posti di lavoro persi sono stati 36.000, in leggero aumento rispetto a gennaio, quando erano stati “bruciati” 26.000 posti di lavoro. Il settore più colpito lo scorso mese è stato quello delle costruzioni, il comparto più esposto alle condizioni climatiche, perdendo 64.000 posti dopo i -77.000 del

mese precedente. Nel settore finanziario e nel pubblico impiego sono stati “bruciati” rispettivamente 10.000 e 18.000 posti. I progressi segnalati in febbraio - osservano alcuni analisti - non devono però alimentare speranze eccessive: gli americani senza lavoro sono ancora 15 milioni, e oltre 4 americani su 10 sono fuori dal mercato del lavoro da oltre 6 mesi. Includendo nel calcolo anche coloro che si sono visti ridurre le ore di

lavoro e coloro che si accontentano di un'occupazione part-time per mancanza di impieghi a tempo pieno, il tasso di disoccupazione sale al 16,5%. Dall'inizio della recessione, nel dicembre 2007, i posti di lavoro persi negli Usa sono 8,4

milioni. «I dati mostrano che il fondo è stato toccato ma - mette in evidenza Kathleen Stephansen, capo economista di Aladdin Capital Holdings - non abbiamo intrapreso la strada di una robusta ripresa economica».

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