Ansa/NEW YORK - L'Azienda America perde meno posti di lavoro del previsto nonostante il maltempo, senza il quale probabilmente l'occupazione sarebbe cresciuta: in febbraio sono stati “bruciati” 36.000 posti, meno degli oltre 70.000 previsti. Il tasso di disoccupazione è rimasto fermo al 9,7%.
I dati «sono migliori del previsto ma», nonostante questo, continuano a essere «troppo elevati da tollerare - afferma il presidente americano Barack Obama -. Io e la mia amministrazione non ci riposeremo e non cesseremo i nostri sforzi fino a che gli americani che cercano lavoro non lo troveranno».
La fotografia scattata dal Dipartimento del lavoro alimenta le speranze di
un'accelerazione dell'economia, che resta - secondo gli analisti - ancora debole e incerta e difficilmente darà la spinta necessaria al mercato del lavoro per tornare a crescere in modo robusto.
«I dati di febbraio suggeriscono che l'economia è sul punto di creare occupazione» e potrebbe iniziare a farlo in marzo, afferma il capo economista di Ihs Global Insight, Nigel Gault. La possibilità che l'occupazione torni a crescere in primavera è ''molto realistica'', mette in evidenza l'advisor economico della Casa Bianca, Christina Romer. «Assistiamo – osserva invece il segretario al Lavoro americano, Hilda Dolis - a una stabilizzazione dell'economia, ma è necessario fare di più per l'occupazione». La Camera ha dato il proprio via libera a misure per 15 miliardi di dollari a sostegno del mercato del lavoro, inclusi sgravi fiscali per le aziende che assumono. Il pacchetto dovrà ora essere passato dal Senato e poi firmato dal presidente per divenire legge.
In febbraio i posti di lavoro persi sono stati 36.000, in leggero aumento rispetto a gennaio, quando erano stati “bruciati” 26.000 posti di lavoro. Il settore più colpito lo scorso mese è stato quello delle costruzioni, il comparto più esposto alle condizioni climatiche, perdendo 64.000 posti dopo i -77.000 del
mese precedente. Nel settore finanziario e nel pubblico impiego sono stati “bruciati” rispettivamente 10.000 e 18.000 posti.
I progressi segnalati in febbraio - osservano alcuni analisti - non devono però alimentare speranze eccessive: gli americani senza lavoro sono ancora 15 milioni, e oltre 4 americani su 10 sono fuori dal mercato del lavoro da oltre 6 mesi. Includendo nel calcolo anche coloro che si sono visti ridurre le ore di
lavoro e coloro che si accontentano di un'occupazione part-time per mancanza di impieghi a tempo pieno, il tasso di disoccupazione sale al 16,5%. Dall'inizio della recessione, nel dicembre 2007, i posti di lavoro persi negli Usa sono 8,4
milioni. «I dati mostrano che il fondo è stato toccato ma - mette in evidenza Kathleen Stephansen, capo economista di Aladdin Capital Holdings - non abbiamo intrapreso la strada di una robusta ripresa economica».
“In frenata” la disoccupazione negli Usa
Obama: «Bene, ma non basta»
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