Ansa/NEW YORK - Quasi nove anni dopo le stragi dell'11 settembre, si torna a parlare di Ground Zero: diecimila soccorritori che hanno perso la salute tra i fumi tossici del World Trade Center vedono più vicino un risarcimento. La città di New York ha accettato di pagare oltre mezzo miliardo di dollari a vigili del fuoco, poliziotti e semplici “samaritani” che dopo il crollo delle Torri Gemelle prestarono servizio tra le macerie. L'accordo sui risarcimenti stipulato davanti al giudice Alvin Hellerstein del Southern District of New York prevede un tetto di poco più di 657 milioni di dollari. Perché entri in vigore dovrà essere approvato entro 90 giorni dagli interessati e l'entità globale della somma sborsata dipenderà da quante vittime lo sottoscriveranno: arriverà al massimo se i suoi termini saranno accettati dal 100 per 100 degli interessati, scenderà a 575 milioni se il 5% dei soccorritori coinvolti voterà contro. Gli indennizzi varieranno in valore da qualche migliaia di dollari fino a un milione, per i casi più gravi. Permetteranno di evitare una serie di processi, i primi 12 dei quali avrebbero dovuto cominciare a maggio a Manhattan. «È un buon accordo» ha detto al New York Times Marc Bern, il legale che rappresenta 9.000 dei querelanti. Soddisfatto anche il sindaco Michael Bloomberg secondo cui l'intesa segna «una soluzione equa e ragionevole a una serie di circostanze complicate». È dal 2003 che migliaia di soccorritori sono entrati in causa contro decine di entità - agenzie comunali e aziende impiegate per la rimozione dei detriti - per malattie contratte durante i lavori a Ground Zero a causa del cocktail di polveri tossiche sprigionate dalle macerie. Intanto si avvicina il giorno del giudizio per il progetto di rinascita del sito del World Trade Center abbattuto da al Qaida. Salvo un accordo in extremis tra il costruttore Larry Siverstein e l'agenzia Port Authority di New York e New Jersey, sarà una commissione di arbitrato a decidere quanti grattacieli sorgeranno sul sito delle Twin Towers e chi dovrà pagare per costruirli. Per il momento sono stati messi in cantiere quattro grattacieli. One World Trade Center, la torre alta i simbolici 1.776 piedi (l'anno dell'indipendenza americana, 541 metri) è già arrivata al ventesimo piano e viene costruita da Port Authority a un costo di 3 miliardi di dollari, a fianco della stazione da 3,2 miliardi di dollari, anche questa in costruzione. Silverstein, invece, è responsabile per gli altri tre grattacieli, per uno delle quali sono già cominciati i lavori. Ma il costruttore vuole ricevere finanziamenti pubblici che l'agenzia non ha alcuna intenzione di sborsare. Port Authority è anche contraria al progetto delle tre torri per uffici. Per la crisi - è l'argomentazione - ci sono già troppi spazi vuoti a Manhattan: il World Trade Center bis potrebbe restare deserto.
Saranno risarciti gli “eroi” di Ground Zero. Braccio di ferro sulla ricostruzione
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