Ansa/ROMA - Metro dopo metro, l'Everest (nella foto), sarà sottoposto a una nuova misurazione. Troppa, infatti, la confusione sull'altezza della vetta. Lo ha deciso il governo del Nepal che, per fare chiarezza, secondo la stampa locale, ha lanciato un progetto di due anni, finanziato da Kathmandu, che prevede l'utilizzo di sofisticati strumenti. Base di partenza il livello del mare nel porto di Calcutta, in India. Tre, infatti, ad oggi, e tutte diverse, sia pure di poco, le misurazioni del tetto del mondo che vedono in contrasto nepalesi e cinesi, ma anche americani. Nell'aprile dello scorso anno, in un incontro a Kathmandu, nepalesi e cinesi avevano raggiunto un compromesso secondo il quale sono state riconosciute entrambe le misurazioni, quella dei 8.848 metri del Nepal e quella di 8.844,43 metri della Cina. Nel maggio del 1999, una spedizione americana aveva misurato la vetta della montagna usando la tecnologia del GPS e ha rilevato che l'Everest è alto 8.850 metri, una cifra adottata dalla Società nazionale geografica americana, ma finora rifiutata da Kathmandu. Per gli italiani che quella vetta la conoscono bene, non cambierà molto. «Sulla cima dell'Everest ci sono ameno due metri di neve che si accumulano e vengono spazzati via dal vento. Una nuova misurazione, quindi, cambierà poco la sua altezza, al massimo di due o tre metri'', ha commentato Reinhold Messner, primo alpinista a scalare l'Everest senza ossigeno nel 1978 (e primo a salire su tutti gli ottomila). «A quanto mi risulta - ha aggiunto - anche la Cina vuole effettuare una misurazione. La prima risale al 1856 ad opera degli inglesi ed è ancora sostanzialmente valida. C'è poi da tenere conto che l'Everest cresce lentamente. L'ultima misurazione indica la cima a 8.850 metri, ma per me non ha nessun significato, è semplicemente una misurazione umana: se ne possono fare quante se ne vuole, ma per me resta sempre la stessa montagna». Per l'alpinista valsesiano, Silvio Mondinelli, che ha scalato l'Everest nel 2001 e nel 2010 senza ossigeno (ed è tra i pochi ad aver raggiunto la cima di tutti gli ottomila) «forse - ha detto sarcastico - hanno trovato un po' di soldi da buttare via, fregandosene di tutti i problemi che ci sono in Nepal. Tra l'altro una misurazione l'avevamo fatta anche noi italiani nel 2004. Anche se l'altezza cambia di mezzo metro - ha concluso - per noi resta la stessa montagna, per arrivare in cima abbiamo sempre tribolato. Forse cambia qualcosa per chi usa sistemi tecnologici come i satellitari o il gps». La cima del ''tetto del mondo'' era stata misurata per la prima volta nel 1856 da un ufficiale britannico che diede anche il nome alla montagna dedicandola al topografo George Everest. Da allora ogni nuovo tentativo di calcolare scientificamente la montagna più alta del mondo ha prodotto vivaci polemiche. Le divergenze principali sono sul criterio di calcolo della vetta considerata come formazione rocciosa oppure come calotta ghiacciata, una differenza che può essere di alcuni metri.