È tornato per alcune ore l’incubo tsunami nell’Oceano Indiano quando quattro violentissime scosse di terremoto, di magnitudo 8.7, 6.5, 8.8 e 8.3 della scala Richter, hanno fatto tremare l’Indonesia. Si è temuto il peggio: è stato subito lanciato l’allerta tsunami, poi revocato. Il sisma è stato chiaramente avvertito anche a Singapore, in Thailandia e in India. L’epicentro è stato al largo della costa occidentale dell'Isola di Sumatra. Le scosse hanno interessato una zona quattro volte inferiore a quella colpita nel 2004 quando il terremoto coinvolse 13 Stati dell'Oceano Indiano e i morti furono 230mila. «Il terremoto è stato sentito molto forte. È saltata l’elettricità, ci sono ingorghi per arrivare in luoghi più alti. Ovunque risuonano sirene e versi del Corano dalle moschee», ha detto il portavoce dell'agenzia indonesiana per la gestione dei disastri che ha inviato una squadra di soccorsi ad Aceh. Le autorità di Bangkok hanno chiesto alle popolazioni di abbandonare le coste del Mare delle Andamane per ripararsi ‘in alto’ ed è stato chiuso l’aeroporto di Phuket, nel sud della Thailandia. Momenti di panico si sono avuti anche in India in particolare a Kolkata e Chennai dove la gente è scesa in strada, mentre la scossa è stata avvertita chiaramente anche a Bangalore, Bhubaneswar e Mumbai.
