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Presentata una proposta di legge sull’informazione di Rai Internazionale da e per le comunità all’estero



La Camera dei Deputati

La Camera dei Deputati

Pubblicato il 2010-03-16 10:32:00
Pubblicato il 2010-06-17 17:48:17
 

Previsto il coinvolgimento delle regioni nei criteri di programmazione. Stabilite quote minime del 20% per le produzioni originali e del 5% per l’informazione di ritorno. Narducci: «Necessario un canale internazionale che accompagni il sistema paese e faccia conoscere in Italia la ricchezza delle nostre comunità».

Soggetti :
Italy

Inform/ROMA – È stata presentata a Roma, presso la Camera dei Deputati, la proposta di legge 2776/09, d’iniziativa dei deputati Franco Narducci (Pd) e Aldo di Biagio (Pdl), dal titolo “Principi generali concernente l’informazione italiana per l’estero e gli obblighi della società concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo in materia di produzione e trasmissione di programmi realizzati presso le comunità italiane all’estero”. La proposta di legge prevede in primo luogo l’introduzione nel testo unico della radiotelevisione di un articolo che stabilisce la definizione, d’intesa fra Presidenza del Consiglio, Regioni e Province autonome, dei principi e dei criteri della programmazione per gli italiani all’estero ai quali dovrà attenersi la concessionaria del servizio pubblico, ovvero Rai Internazionale. La proposta normativa stabilisce inoltre sia la produzione e trasmissione di contenuti originali da parte di Rai International, per una quota minima non inferiore al 20% dell’intera programmazione, sia la diffusione sulle reti nazionali e dedicate agli italiani all’estero, anche nelle fasce orarie di maggiore ascolto, di contenuti radiotelevisivi originali provenienti dalle nostre comunità nel mondo per una percentuale non inferiore al 5% delle rispettive programmazioni. In pratica l’informazione di ritorno. La presentazione è stata introdotta da Giovanni Abelli, coordinatore del Gruppo di lavoro Infoestero, un’associazione, formata da esperti e rappresentanti delle regioni, che ha collaborato alla stesura della bozza di legge. Abelli, dopo aver sottolineato l’introduzione da parte della proposta di legge di precisi paletti per l’informazione televisiva da e per gli italiani all’estero, ha spiegato come questo processo innovativo, volto a dare una più ampia caratterizzazione internazionale al canale della Rai che si rivolge agli italiani nel mondo, ipotizzi anche il coinvolgimento economico, magari attraverso pubblicità mirate, dei vari assessorati delle Regioni. «Questa proposta di legge – ha spiegato Narducci - si occupa soprattutto di creare un circuito informativo sinergico fra le comunità italiane all’estero ed il nostro paese, con il coinvolgimento delle autonomie locali e delle regioni. La nostra convinzione è che lo scambio d’informazione e soprattutto la promozione del made in Italy e delle nostre comunità siano aspetti fondamentali di una strategia che vuole essere premiante e vincente sullo scenario mondiale. Noi pensiamo dunque ad un canale internazionale che accompagni il sistema paese». Narducci ha poi criticato il taglio del 20% alle risorse della convenzione di Rai Internazionale e le decisioni del decreto mille proroghe che ha decurtato in maniera retroattiva i fondi pubblici delle radio e tv locali, della stampa delle cooperative e soprattutto, con una riduzione del 50%, delle risorse per la stampa italiana all’estero. «Noi vogliamo utilizzare la presentazione della proposta di legge – ha spiegato - per riportare l’attenzione sull’informazione per gli italiani all’estero e dalle comunità verso l’Italia, perché altrimenti qui, con questi tagli, si rischia di distruggere un sistema che è stato faticosamente creato, tradendo un progetto che sta alla base del sistema di rappresentanza degli italiani all’estero, cioè la costruzione una grande Italia che vada oltre i propri confini nazionali…. Una rete nel mondo – ha precisato il deputato del Pd - che ha bisogno di comunicare con il nostro paese per far conoscere all’Italia i nostri ricercatori che si fanno valere all’estero, il sistema impresa, le nuove gerarchie professionali e l’affetto enorme che queste comunità hanno per l’Italia. Esse sono una grande ricchezza che l’Italia deve sforzarsi di non disperdere, proprio mentre si sta facendo uno sforzo non indifferente per recuperare il legame con le nuove generazioni. Quindi il canale internazionale dell’Italia – ha proseguito Narducci - deve fare informazione per i connazionali all’estero e rispondere alle sfide della globalizzazione, proiettando nel mondo, non il gossip, ma l’immagine e la cultura di un Italia reale che funziona».

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