Accordo raggiunto tra Costa Crociere e le associazioni nazionali dei consumatori per rimborsi pari a 3mila euro e risarcimenti per 11mila euro, per un totale di 14mila euro a passeggero. È quanto si legge in una nota. La proposta non riguarda le famiglie delle vittime e i passeggeri feriti, per i quali è stato necessario effettuare trattamenti sanitari in loco. Per costoro l'indennizzo terrà conto della gravità del danno subito dai singoli individui. L'accordo tra Costa Crociere e i consumatori riguarda il rimborso integrale del valore della crociera, comprensivo delle tasse portuali; il rimborso dei transfer aerei e bus, inclusi nella pratica crociera; il rimborso totale delle spese di viaggio sostenute per il rientro; il rimborso di eventuali spese mediche sostenute; il rimborso delle spese sostenute durante la crociera. Costa si è impegnata altresì a non dedurre, da tale cifra, quanto eventualmente percepito dai clienti per rimborsi assicurativi legati a polizze individualmente stipulate. Su quanto è accaduto quella sera del 13 gennaio gli ufficiali in plancia con Francesco Schettino concordano su un punto essenziale: la colpa della manovra errata che ha portato all'impatto della nave con gli scogli è tutta del comandante. Anzi, qualcuno di loro lo aveva pure avvertito, ma lui non avrebbe ascoltato. È quanto emerge, secondo quanto si apprende, dagli interrogatori a cui sono stati sottoposti quattro ufficiali della Costa Concordia (nella caserma dei Carabinieri di Grosseto) e dall'interrogatorio in Procura di Ciro Ambrosio, primo ufficiale e vicecomandante, l'unico indagato insieme a Schettino. Secondo quanto appreso, gli ufficiali hanno sottolineato come Schettino, a loro giudizio, ''sottovalutò a pieno la situazione''. L'ufficiale Mario Pellegrini ha fatto mettere a verbale che lui e altri due colleghi erano ''concordi di dichiarare lo stato di emergenza generale, ma il comandante pareva non comprendere la gravità della situazione e insisteva a contattare Ferrarini''. Lo stesso Ambrosio, secondo quanto appreso, avrebbe ribadito ai magistrati che lui disse a Schettino di accostare a dritta, ma il comandante invece continuò la rotta, aumentando anche la velocità di due nodi. E vi sarebbero state negligenze e ritardi da parte del comandante - secondo la versione degli ufficiali - anche nell'annunciare l'abbandono nave; Schettino ''non voleva dare l'allarme del segnale generale come invece noi ufficiali volevamo'', dice a verbale il membro dell'equipaggio Andrea Bongiovanni. Comunque, viene spiegato in ambienti investigativi, la verità integrale verrà fuori quando sarà analizzata la scatola nera.