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La città vuota?



La Vecchia Montreal semideserta: vedremo spesso quest'immagine?

La Vecchia Montreal semideserta: vedremo spesso quest'immagine?

Pannuzzo Antonio
Pubblicato il 2009-05-04 16:29:00
Pubblicato il 2010-06-17 15:26:43
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Soggetti :
Montreal , Quebec , Toronto
Recessione, perdita del Gran Premio di F1, influenza suina... Nei prossimi mesi c’è da aspettarsi, in Quebec, alberghi e ristoranti semideserti, punti di attrazione turistica desolatamente tranquilli. Montreal, per esempio, avrà quest’anno 100 mila visitatori in meno. Se non di più...

Malgrado la recessione, Tourisme Montréal, prevede che il calo si attesterà intorno all’1,6% parlando del numero di turisti che avranno visitato la metropoli nel 2009. Rispetto al 2008, significa 100 mila turisti in meno: 6,9 milioni quest’anno contro i 7 milioni dello scorso. Grazie all'inflazione, ai tanti congressi programmati, ai festival, TM predice che le spese dei turisti rimarranno stabili: oltre 2 miliardi e cento milioni di dollari. Secondo il direttore generale dell’organismo turistico montrealese, Charles Lapointe, da gennaio ad aprile Montreal ha registrato un calo del 2% circa e le cose finora vanno meglio rispetto a Québec City, Toronto e Ottawa. Nel 2008, il tasso d’occupazione degli hotel dell’isola montrealese è stato del 65,3%, un calo di 2,1 punti percentuali rispetto al 2007 (ma occorre precisare che il numero di camere è aumentato dell’1,9% nel frattempo). Per il 2009 si prevede un tasso d’occupazione del 62% delle camere disponibili e tariffe in calo del 2%. Ma la perdita del GP del Canada significa mancati profitti per alberghi e ristoranti. Lei sola, Tourisme Montreal, si vedrà privata di 300.000 $, cioè le entrate generate dalla tassa d’albergo (il 3%) praticata ai 15.000 appassionati di Formula 1 che visitavano Montreal ogni anno. Lapointe spera che il deprezzamento del dollaro canadese riporterà almeno i turisti americani nella metropoli. Nel corso degli ultimi cinque anni, il loro numero è sceso del 30%.

Ma c’è da considerare anche la crisi sanitaria mondiale, scaturita dall’infuenza messicana. Tutto sta vedere che evoluzione avrà questa vicenda e anche ciò tiene in apprensione il settore turistico nostrano. L’anno scorso, circa 80.000 messicani hanno visitato Montreal. La situazione potrebbe diventare drammatica se casi gravi (e specialmente morti) si verificassero in Canada e nel Quebec. Questo scoraggerebbe i turisti di tutto il mondo a venire qui in quest’angolo di Nordamerica. Tourisme Montreal cercherà di sedurre i mercati nordamericano, britannico e francese su Internet, spendendovi tutte le proprie risorse, vuoi per ragioni d’economia ma anche per l’efficacia che il mezzo assicura (dopotutto, la maggioranza dei turisti prenota i viaggi tramite il web). In Messico, invece, TM continuerà ad annunciare con mezzi video, per radio e sulla carta stampata, dato che lì Internet è ancora poco usato.

Il sindaco della Vecchia Capitale, Quebec, invece si mette a disposizione in prima persona. Régis Labeaume si veste da venditore ambulante. Ha appena avviato una tournée che lo ha portato a Montréal e Lac-Saint-Jean, quindi lo porterà a Boston, Toronto e nelle Marittime. L’obiettivo è attirare turisti per quest’estate pubblicizzando al massimo gli eventi di punta, come gli spettacoli del Cirque du Soleil ed il “Moulin à images” del regista Robert Lepage, il “cantastorie del terzo millennio”, che ha incantato tutti in occasione del 400/mo di Quebec.

Montreal, invece, spera di prendere una boccata d’ossigeno nei dodici giorni del suo 30° festival di jazz che si svolgerà nel (nuovo di zecca) Quartiere degli Spettacoli.

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