È stato il Ministro della Sanità in persona, Yves Bolduc, a confermare che nuove analisi su test legati al trattamento del cancro al seno saranno effettuate per almeno 2730 donne. Bolduc ha aggiunto che verifiche e convalide di dati saranno necessarie per identificare con esattezza il numero totale di persone considerate da questa operazione. I test da rifare sono stati condotti tra il 1° aprile 2008 e il 1° giugno scorso. L’operazione punta a riassicurare la popolazione, agire nell’interesse delle pazienti, conformarsi alle conoscenze scientifiche più recenti e, in definitiva, ad agire con prudenza e trasparenza. Secondo Bolduc, si tratta di precauzione, poiché secondo gli esperti non c’era ragione di mettere in dubbio le analisi effettuate nei laboratori di patologia, almeno non tutte. Le nuove analisi saranno fatte nelle prossime settimane in laboratori di fiducia situati fuori dal Québec, anche a causa del gran numero di test da realizzare entro il 31 dicembre prossimo. Tutte le donne che hanno ricevuto una diagnosi di cancro al seno e che hanno subìto un test nel suddetto periodo saranno contattate questo mese o in agosto da un professionista della sanità che preciserà se sono interessate o meno da tale operazione. Nessun nuovo prelievo sarà necessario poiché saranno utilizzati i campioni esistenti. In presenza di risultati discordanti, le pazienti saranno avvertite rapidamente, assicura il Ministro della Salute.
Gli operatori della sanità sono critici verso Yves Bolduc, il quale ha riconosciuto che qualche errore è stato commesso in certi laboratori di patologia del Québec ma non fa nulla per migliorare la qualità dei loro servizi. Il presidente della Federazione medeci specialisti del Québec, Gaétan Barrette, ha spiegato a La Presse che «la patologia nel Québec è antiquata, funziona come se si fosse ancora nel XIX secolo; certi laboratori non hanno un sistema informatico; i patologisti fanno miracoli; la crisi attuale non è che la punta dell’iceberg».
Cancro al seno: 2700 test da rivedere
Per circa 9500 donne è iniziata l’attesa, l’attesa di una telefonata che dirà se è tutto a posto o se occorrerà gettare il dossier nel cestino e riaprirne un altro. La recrudescenza della crisi è dovuta al fatto che alcuni grandi ospedali montre
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