I candidati a sindaco di Montreal
GÉRALD TREMBLAY – UNION MONTRÉAL
Gérald Tremblay (nato il 20 settembre 1942 ad Ottawa) è il sindaco uscente e capo del partito municipale Union Montreal. Fu eletto deputato liberale di Outremont nel 1989, quindi nominato ministro dell’Industria, Commercio e Tecnologia nel gabinetto Bourassa dall’11 ottobre 1989 all’11 gennaio 1994 e successivamente nel gabinetto Johnson (figlio) dall’11 gennaio al 26 settembre 1994. Rieletto nel 1994, fu nominato presidente della Commissione Economia e Lavoro dal 1° dicembre 1994 fino alle sue dimissioni, avvenute il 15 aprile 1996. Approfittando del calo di popolarità di Pierre Bourque, responsabile del progetto di “mega-fusioni”, è stato eletto per la prima volta sindaco di Montreal alle elezioni del 4 novembre 2001 grazie al sostegno di tutti gli avversari di quest’unificazione. È stato rieletto il 6 novembre 2005, ancora opposto a Pierre Bourque, con un tasso di partecipazione al voto del 39,03%, il più basso nella storia della città.
I quattro grandi temi della sua piattaforma sono: qualità della vita, sviluppo economico-sapere-cultura, trasporto pubblico, ambiente.
Quando si parla di qualità di vita, l’Équipe Tremblay pensa subito alla casa e soprattutto alla possibilità di avere una casa. Union vuole agevolare l’accesso all'abitazione, proseguendo con l’Operazione 15.000 Alloggi (di cui 5.000 alloggi sociali e comunitari) prestando particolare attenzione particolare alle famiglie. Union pensa a quartieri sempre più dinamici, con parchi e strade sempre più a prova di sicurezza, in cui ci sia pulizia, equilibrio socio-urbanistico, integrazione e solidarietà fra i diversi ceppi etnici. Ma qualità di vita è anche risolvere il problema della neve...
Quando si parla di sviluppo economico, Union Montréal pensa in particolare ai progetti dei bacini del nuovo porto, alla fase 2 della valorizzazione del canale Lachine ed al piano di sviluppo del vecchio porto di Montreal.
Il trasporto in comune è la parte più ambiziosa, forse, della piattaforma di Tremblay. Che vuole sostenere il progetto per l’estensione della metropolitana inizialmente verso Est - linea blu - fino ad Anjou e quindi verso Ovest - linea arancio - verso St. Laurent. Ma Union vuole anche riportare il tram a Montreal, sostituire di tutti i vagoni di metropolitana (e aumentare la frequenza di passaggi), raggiungere l’obiettivo di avere 800 km di piste ciclabili entro il 2013. E naturalmente: sempre in sella a BIXI...
Per quanto riguarda l’aspetto ambientale, Union vuole raggiungere un obiettivo di recupero di almeno il 60% delle materie riciclabili. Inoltre, ha intenzione di individuare e bonificare i terreni contaminati.
@ST : LOUISE HAREL – VISION MONTRÉAL
Louise Harel è nata a Sainte-Thérèse-de-Blainville il 22 aprile 1946. Esponente di spicco, nelle file del PQ, della politica provinciale per quasi trent’anni. Eletta la prima volta nel 1981, è rimasta deputata fino al 2008. È stata ministro con Lévesque, poi con Parizeau e Bouchard. Da ministro degli Affari comunali, ha organizzato i famigerati raggruppamenti municipali. È stata anche presidente dell’Assemblée nationale, capo dell’Opposizione ufficiale a Québec e leader ad interim del Parti québécois dopo le dimissioni di Landry. È diventata leader di Vision Montréal il 3 giugno 2009. La sua piattaforma elettorale ruota intorno alla filosofia che tende alla “centralizzazione” dei servizi essenziali.
L’Équipe Harel punta a modificare i meccanismi di controllo ed i processi che riguardano le gare d’appalto, la gestione dei grandi progetti e l’utilizzo di risorse professionali esterne; vuole imporre agli appaltatori un codice d’etica e sazionare in caso di inadempimento (potendo anche escludere una ditta definitivamente da future gare). Alla polizia (SPVM) si chiederà di verificare a priori le fonti di finanziamento delle imprese e delle loro affiliate.
L’amministrazione centrale dovrà controllare i servizi di viabilità, rimozione della neve, gestione dell’acqua, gestione dei rifiuti. Gli arrondissement potranno occuparsi di cultura, svaghi, sport, attrezzature e impianti locali e naturalmente la loro dotazione finanziaria dovrà essere rivista di conseguenza.
Parlando di sviluppo economico, Vision scommette sui grandi progetti come lo smantellamento dell’autostrada Bonaventure e la rivitalizzazione di Griffintown. Altri progetti: la copertura dell’autostrada Ville Marie, tra il Palazzo dei congressi ed il ponte Jacques Cartier; una navetta ferroviaria tra il centrocittà e l’aeroporto Trudeau; tre nuove spiagge pubbliche sul fiume (Pointe-aux-Trembles, vecchio porto e Verdun-LaSalle).
Trasporti: congelare le tariffe STM nel 2010; arrivo di altri 400 autobus non inquinanti nell’ottica di aumentare dal 10% al 20% gli spostamenti col trasporto pubblico nei prossimi 4 anni. Anche questo partito pensa a riportare il tram e ad estendere la rete di metropolitana. Per il resto, nuove corsie riservate per gli autobus ed i taxi, nuovi parcheggi, pedonalizzazione della Rue Sainte Catherine.
Vision vuole realizzare entro il 2015 diecimila case popolari a costo accessibile e rinnovare 5.000 alloggi fra quelli esistenti; modificare il programma d’accesso alla proprietà (prima casa) e sostenere lo sviluppo di alloggi con più di tre camere.
La politica ecologico-ambientale prevede innanzitutto di ridurre a una volta alla settimana della raccolta dei rifiuti. Riciclaggio: obiettivo dell’80% entro la fine del 2011. Proibire dal 2011 ai cittadini di gettare i propri residui alimentari fra i rifiuti domestici. Sostituire i vecchi impianti di riscaldamento a legna entro sette anni e proibire l’impianto di qualsiasi apparecchio di riscaldamento che emetta particelle oltre una certa quantità. Ridurre di almeno il 40% l’uso di acqua potabile. RICHARD BERGERON – PROJET MONTRÉAL
Richard Bergeron, capo del partito municipale Projet Montréal, è nato nel 1955, ad Alma, Lac-Saint-Jean. Architetto, insegnante all’Istituto urbanistico, ha presentato progetti riguardanti le politiche ambientali anche all’estero (persino in Burkina-Faso, ad Haiti e in Marocco). È stato presidente della Federazione cooperative d’abitazione di Montreal, professore invitato all’Università Laval e ricercatore. A titolo di consulente del ministero della Metropoli, ha realizzato una decina di studi sul potenziale di sviluppo delle aree libere situate nelle vicinanze delle stazioni della metropolitana di Montreal. A partire dal 2000, ha esercitato la funzione di responsabile delle analisi strategiche all’Agenzia metropolitana di trasporto. È consigliere comunale uscente per il Plateau-Mont Royal (distr. Lorimier) membro della commissione sulla valorizzazione del territorio e del patrimonio. Nell’ambito di una piattaforma varia ed interessante, le principali promesse ed impegni da lui assunti come candidato sindaco sono quelle relative al trasporto e all’ambiente.
Ambiente. Sviluppare dei veri quartieri a misura d’uomo (di cittadino), sicuri e attraenti, dove ci sia sempre più spazio per pedoni e ciclisti e sempre meno per le auto. Le costruzioni nuove siano in equilibrio con gli spazi verdi e con le costruzioni già esistenti, siano sicure e votate all’energia pulita. Abbandonare i progetti di trasformazione della rue Notre-Dame Est in autostrada urbana e di ricostruzione del “nodo” Turcot. Ridurre le emissioni di gas a effetto serra a Montreal del 30% dentro il 2020 e dell’80 % entro il 2050. Arrivare entro 10 anni a vietare le stufe a legna. Promuovere l’uso dell’acqua potabile pubblica (prendiamola dai rubinetti e dalle fontanelle, basta con l’acqua imbottigliata), ma ridurre lo spreco di acqua per altri fini. Migliorare la gestione delle acqua piovane. Proteggere il Mont Royal, i ruscelli, i boschi, le vecchie aree agricole dell’ovest, di Pierrefonds e Saint-Anne-de-Bellevue, le aree umide. Favorire l’agricoltura urbana. Ridurre l’interramento dei rifiuti (dell’80% entro 10 anni) favorendo il riciclaggio e il compostaggio. Costruire 8 eco-centri. Sanare la piaga dei terreni contaminati.
Trasporto. Ridurre il costo della carta CAM. Viaggiare gratis sui mezzi pubblici in centro città. Migliorare il servizio di metro, autobus e treni di borgata. Svecchiamento dei treni di metropolitana e degli autobus (introdurre mezzi non inquinanti). Favorire l’intermodalità (ad esempio integrare navette fluviali nella rete STM). Instaurare una navetta ferroviaria verso l’aeroporto. Creare nel prossimo futuro una rete completa di tramway (i primi 30 km già entro il 2012) capace di assorbire 350 milioni di spostamenti all’anno. A 40 milioni di dollari al km, il Nouveau Tramway / Tram-Train costerà circa 10 miliardi. Eliminare l’autostrada Bonaventure e adeguare i grandi assi viari urbani. Ridurre il limite di velocità. Rivedere la tariffazione e gli orari dei parcometri. Sostenere il progetto di Treno a Grande Velocità (una tratta sarebbe la Québec–Chicago, via Trois-Rivières, Montréal, Ottawa, Toronto, Windsor e Détroit; la seconda tratta sarebbe la Québec–Washington, via Trois-Rivières, Montréal, Boston, New York e Philadelphie). LOUISE O’SULLIVAN – PARTI MONTRÉAL VILLE MARIE
Montrealese di nascita, figlia di madre francese e padre irlandese, nonostante la giovane età (che non si conosce ufficialmente perché non appare da nessuna parte....) è una donna d’affari incallita. Ha infatti creato, trenta anni fa, la sua impresa - Les Conseillers en Personnel Jacques Cartier Inc. che si occupa di consulenza per la ricerca di personale anche a livello dirigenziale. Eletta nel novembre 2001 nella squadra di Gérald Tremblay, Louise O'Sullivan, è stata nominata membro del Comitato esecutivo e si è vista affidare la responsabilità del Centre des Affaires, dello Sviluppo sociale e della Sicurezza del reddito, carica che ha mantenuto fra il 1° gennaio 2002 e il 31 dicembre 2004. Ha collaborato con il servizio di polizia, l’agenzia di salute, lavoratori sociali e diversi gruppi comunitari per affrontare sfide come la prostituzione, l’itineranza, i graffiti o le gang di strada. In disaccordo con Tremblay, Louise O'Sullivan si è dimessa del Comitato esecutivo nel dicembre 2004 ed ha continuato ad agire da consigliera comunale indipendente. Nel gennaio 2006, ha fondato il suo partito, Montréal Ville-Marie. È stata anche segretaria-tesoriera della società di sviluppo di Montreal (SDM).
Nella sua piattaforma elettorale si legge che “prima di fare promesse costose, occorre consolidare, migliorare e sviluppare ciò che esiste già”. Occorre cioè allacciare la cintura autostradale, sostituire i vecchi vagoni di metro, intensificare il servizio degli autobus nelle ore di punta. Per lei, non è ragionevole cercare di bandire le auto dal centro città perché “per le caratteristiche di Montreal, il ricorso alla macchina per tanti cittadini è una necessità”. L’Équipe di Louise O’Sullivan sostiene fermamente il progetto di ricostruzione dello scambiatore Turcot, importante “per il ruolo strategico che questo asse stradale svolge nell’economia della metropoli”. Altra promessa è quella di ridurre del 50% il numero di consiglieri municipali eletti negli arrondissement, per accentrare sempre più le decisioni.
- Numero di volte letto : 420
- Valutare
- In alto della pagina