Personalizzare il vostro giornale

Crocifisso nelle aule scolastiche: a Strasburgo l’Italia vince la prima battaglia



Il crocifisso accanto alla lavagna in un’aula scolastica

Il crocifisso accanto alla lavagna in un’aula scolastica

Pubblicato il 2010-03-03 15:39:00
Pubblicato il 2010-06-17 16:27:37
 

Ansa/STRASBURGO - L'Italia ha vinto a Strasburgo la prima battaglia in difesa del crocifisso. La Corte dei diritti dell'uomo ha giudicato ammissibile il ricorso presentato dal governo contro la sentenza con la quale, il 3 novembre scorso, gli stessi giudici di Strasburgo avevano di fatto bocciato l'esposizione del crocifisso nelle aule scolastiche. La decisione è stata accolta con soddisfazione dal ministro degli Esteri Franco Frattini e valutata positivamente da numerosi esponenti politici di maggioranza e opposizione, nonché, come prevedibile, dalla Conferenza episcopale italiana (Cei), per la quale è stato compiuto ''un passo avanti nella giusta direzione''. L'iter del nuovo procedimento durerà probabilmente alcuni mesi. E si concluderà con la sentenza, stavolta definitiva, che sarà emessa dai 17 giudici che compongono la Grande Camera di Strasburgo dopo che saranno state sentite, in udienza pubblica, tutte le parti interessate. A esporre davanti ai giudici le loro ragioni non saranno però stavolta solo la signora Soile Lautsi, promotrice dell'azione legale che ha portato alla prima sentenza della Corte, e il governo italiano, ma anche terzi che ne faranno richiesta. La signora Lautsi, cittadina italiana di origine finlandese, si rivolse, nel novembre del 2003, al Tar del Veneto per far rimuovere i crocifissi dalle aule della scuola media statale 'Vittorino da Feltre' di Abano Terme (Padova) frequentata dai suoi due figli con la motivazione che l'esposizione del simbolo religioso viola il principio della laicità dello Stato. L'accoglimento del ricorso presentato dall'Italia il 29gennaio scorso non era scontato, anche se le tante prese di posizione in difesa dell'esposizione del crocifisso nelle aule scolastiche faceva prevedere almeno una prova d'appello. La Convenzione per i diritti dell'uomo che regolamenta l'attività della Corte dice che i cinque giudici chiamati a esaminare il ricorso possono accogliere la domanda quando l'argomento al centro del procedimento solleva ''gravi problemi'' di interpretazione della Convenzione stessa oppure

riveste un ''importante carattere generale''. Condizioni a cui, nel suo ricorso, il governo italiano si è richiamato con forza. Sostenendo tra l'altro che, accettando la tesi secondo la quale la presenza muta di un oggetto simbolico in uno spazio pubblico può dare origine a problemi psicologici tali da costituire una violazione del diritto alla libertà religiosa, si dovrebbero anche eliminare tutti i simboli religiosi, cattedrali e chiese comprese. La neutralità dello Stato rispetto alle questioni religiose, secondo l'Italia, non può essere ricondotta a una formula astratta e universale poiché questo conduce a numerose contraddizioni. ''È con soddisfazione che constato che sono stati accolti i numerosi e articolati motivi di appello che l'Italia aveva presentato alla Corte'', ha commentato Frattini. Al quale hanno fatto eco i tanti commenti 'bipartisan' che hanno giudicato l'accoglimento del ricorso come un atto di buon senso, il frutto della mobilitazione in difesa del crocifisso e una riaffermazione dell'identità italiana.

Fare un commento

Fare un commento

Questo modulo non viene utilizzato per inviare ad un amico. Favore, utilizzare il link "Inviare ad un amico" nella parte superiore della pagina per farlo.

Corriere Italiano non è responsabile dei commenti qui riportati. Siate corretti e rispettate il soggetto della discussione. Se siete membri, collegatevi.

(Conserviamo le email private)
Accordo

Preghiamo gli internauti di rimanere nei limiti del decoro e dell’educazione. È vietato sottoporre contenuto discriminatorio, che insulti o che sia inadeguato: potrebbe essere ritirato dal sito a nostra discrezione. Non siamo responsabili delle opinioni o del contenuto sottoposto dagli internauti. L'utilizzo di questo sito e la proprietà del contenuto sottoposto sono sotto la disciplina dei nostri Condizioni generali di utilizzo e il nostro Politica di confidenzialità.

Gli organismi membri devono promuovere attività lecite e a scopo non lucrativo. Ogni organizzazione che facesse la promozione di attività illegali o di servizi/prodotti commerciali verrà ritirata dal sito.

Accetto queste condizioni.

Pubblicità

loading...

Pubblicità