"L’informazione è un bene pubblico essenziale per la qualità della democrazia per la convivenza e la coesione sociale e di una comunità. A livello internazionale assume particolare valore la specificità dei media italiani all’estero quale ponte tra culture, identità e sviluppo economico nel mondo globalizzato. L’italianità in questo senso non può essere considerata un concetto astratto, ma una condizione che deve essere sostenuta e valorizzata in coerenza con i riconoscimenti sanciti dalla Costituzione.
Destano pertanto profonda preoccupazione le conseguenze provocate dai tagli generalizzati ai finanziamenti all’editoria italiana nel mondo decisi poco più di un mese fa dal Governo e ratificati dalla maggioranza del Parlamento.
Il Seminario di Montreal esprime con chiarezza l’idea che questo debba essere il tempo delle regole, della trasparenza e dell’efficacia degli interventi pubblici, finalizzati a tutelare e valorizzare la ricca e plurale rete dell’informazione italiana all’estero come bene pubblico.
È insostenibile la retroattività dei tagli sul 2009 che, intervenendo prima di qualsiasi nuovo quadro normativo, mettono in grande difficoltà e in alcuni casi compromettono la continuità di attività storiche editoriali che svolgono un ruolo incisivo verso la comunità italiana e nelle relazioni con le istituzioni civili ed economiche dei Paesi di ospitalità. La rete dell’informazione italiana nel mondo costituisce un bene ed un vantaggio per l’Italia e per il sistema Paese.
Il seminario condivide le iniziative, sostenute anche dai due ordini del giorno bipartisan votati in Parlamento, finalizzate al recupero immediato delle risorse tagliate e chiede l’avvio contestuale di una riforma condivisa del settore.
Non chiediamo assistenzialismo né contributi a pioggia, ma sostegno finalizzato alla promozione di progetti editoriali di qualità, capaci di raggiungere i nostri connazionali e sottoposti ad accertamento sulla diffusione.
Da un lato gli organi di informazione comunitaria realmente presenti nel territorio, dall’altra le aziende editoriali strutturate che, come nel caso dei quotidiani storici, offrono informazione professionale con l’impiego di personale qualificato e promuovono imprenditorialità e innovazione di settore.
In questa direzione sono urgenti scelte strategiche capaci di produrre valori immateriali (conoscenza, istruzione, lingua, partecipazione civica, multiculturalità) e materiali (sviluppo economico, made in Italy, turismo, commercio).
Tutto ciò richiede come precondizione il riconoscimento istituzionale dell’informazione italiana all’estero, che deve essere coinvolta assieme alle rappresentanze istituzionali delle comunità italiane nel mondo, sia negli Stati Generali dell’editoria ripetutamente annunciati dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, sia nell’intero processo di definizione della auspicata riforma.
Analogamente si chiede il riordino e la riqualificazione di Rai Internazionale affinché possa diventare una rete di qualità nel sistema della TV pubblica italiana nel mondo, capace anche di avviare quell’informazione di ritorno rimasta finora nell’album delle buone intenzioni.
Chiediamo con urgenza un "tavolo di concertazione" a Palazzo Chigi che metta assieme Dipartimento dell’Editoria, Ministeri dell’Economia e degli Affari Esteri con le Rappresentanze interessate (dei cittadini italiani e della stampa italiana all’Estero) per ripristinare le risorse tagliate e riqualificare gli interventi pubblici a sostegno dell’Informazione italiana nel Mondo". (Aise)
“Un tavolo di concertazione” con il governo
Un momento dei lavori. Da sin.: Giovanni Rapanà, consigliere CGIE; Franco Siddi, segretario Fnsi; il Console generale d’Italia a Montreal Giulio Picheca; Giovanna Giordano, presidente Comites di Montreal e Pablo Rodriguez, deputato federale di Honoré
Le conclusioni del Seminario sull’Informazione italiana all’estero
"L’informazione italiana all’estero: tra cancellazione e rilancio" è il titolo del seminario svolto il 9 aprile scorso a Montreal. Promosso dal Comites e dai consiglieri d’area del Cgie, al quale hanno partecipato anche Franco Siddi, segretario della Fnsi e presidente della Commissione Informazione del Consiglio generale, qualificati rappresentanti della comunità italiana nel mondo e numerosi rappresentanti di organi di informazione. A margine dei lavori – ospitati dal Centro L.d.V. – è stata approvata la risoluzione che pubblichiamo di seguito.
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