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Ottawa, sanzioni alla Corea del Nord



Investigatori militari dell'ONU esaminano un pezzo del siluro che ha affondato la nave da guerra sudcoreana

Investigatori militari dell'ONU esaminano un pezzo del siluro che ha affondato la nave da guerra sudcoreana

Pubblicato il 2010-05-25 11:27:00
Pubblicato il 2010-06-17 16:26:23
 
Soggetti :
Pyongyang , Ottawa , Usa

Il Canada ha deciso di imporre nuove sanzioni alla Corea del Nord, dopo che la Corea del Sud ha accusato Pyongyang per l'affondamento della corvetta Cheonan. L'incidente aveva causato la morte di 46 marinai sudcoreani a bordo della nave da guerra in navigazione il 26 marzo scorso nel Mar Giallo rendendo ancora più tesa la situazione nella regione. Le autorità di Seul sono giunte alla conclusione che l’affondamento sia stato causato da un siluro nord coreano dopo che inquirenti di diversi paesi (dagli Usa all’Australia) hanno esaminato i resti parzialmente recuperati della nave affondata. Il siluro usato nell’attacco sarebbe identico ad un tipo in possesso della Corea del Nord. Il primo ministro canadese Stephen Harper ha precisato che le restrizioni riguardano gli scambi commerciali, gli investimenti e altre relazioni bilaterali. Inoltre, il Canada sospenderà le visite ufficiali dei rappresentanti nordcoreani. ''Il Canada - ha detto Harper - condanna il regime estremista della Corea del Nord per queste violazioni della legge internazionale e la sua mancanza di rispetto per gli impegni internazionali''. Harper ha espresso ''pieno sostegno'' alla decisione del presidente sudcoreano Lee Myung-bak di rispondere con decisione all'atto di aggressione, e ha detto di riconoscersi nella posizione del Consiglio di Sicurezza dell'Onu.

ALTA TENSIONE

La Corea del Sud ha annunciato un duro pacchetto di misure contro il Nord e ha visto la discesa in campo al suo fianco del presidente americano Barack Obama, che ha invitato Pyongyang a porre fine al ''comportamento belligerante e minaccioso'' e ordinato alle forze armate Usa di coordinarsi con quelle di Seul per ''assicurare la sicurezza e impedire future aggressioni''.

Il monito della Casa Bianca - che pone le premesse per altri sviluppi e che ha avuto una eco nelle dichiarazioni di Ban ki-Moon che che ha inovato ''passi adeguati'' - è giunto nel corso di uno scambio di accuse e minacce all'altezza del 38/mo parallelo. Il presidente sudcoreano Lee Myung-bak, in un discorso alla nazione dal War Memorial of Korea, il memoriale di Seul dedicato ai caduti della guerra di Corea (1950-1953), ha annunciato di voler chiedere al Consiglio di sicurezza dell'Onu altre sanzioni contro il Nord. Lee ha illustrato la stretta sull'interscambio commerciale e assicurato che Seul ora eserciterà azioni di autodifesa in caso di provocazioni da parte di Pyongyang, che deve ''scusarsi'' e punire i responsabili della tragedia costata la vita a 46 uomini d'equipaggio. ''Se le nostre acque territoriali, il nostro spazio aereo o il nostro territorio dovessero essere violati, provvederemo a esercitare immediatamente il diritto di autodifesa'', ha detto il presidente.

Il governo di Seul sospenderà tutti i programmi di scambio con il Nord, tranne che nel caso del distretto industriale a sviluppo congiunto di Kaesong (ci sarà per il momento una sforbiciata alle operazioni), insieme a ''livelli minimi'' di aiuti umanitari per bambini e mamme perché in queste condizioni ''qualsiasi interscambio o altre attività di cooperazione sono prive di significato''.

Immediata la replica del Nord che, ribadendo l'importanza degli armamenti nucleari come ''deterrente'', ha minacciato di aprire il fuoco contro qualsiasi dispositivo del Sud cominci a trasmettere al confine messaggi anti-Pyongyang, promettendo misure più incisive di fronte all'escalation. Questo perché la Corea del Sud, tra l'altro, ha detto che avrebbe ripreso tramite altoparlanti la campagna di propaganda alla frontiera contro il Nord, sospesa per sei anni.

Da Pechino, il segretario di Stato americano Hillary Clinton ha sollecitato Pechino a unirsi alla condanna internazionale della tragedia della Cheonan, trattata finora con prudenza se non con indifferenza. (ANSA).

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