aNSA- La casa di moda Valentino, fiore all'occhiello dello stile italiano, è ufficialmente proprietà araba. E dietro al ''primario investitore del Qatar'', che l'ha acquistata dal fondo Permira e da una parte dei Marzotto, pare ci sia la stessa famiglia reale del Qatar, il che trasforma in romanzo una vicenda di business. Del resto, la storia della maison romana, quella che mezzo secolo fa un giovanissimo Valentino Garavani fondò a Roma e, con il socio Giancarlo Giammetti, portò a gloria mondiale già negli Anni 60, non è mai stata una mera vicenda aziendale. Glamour e mondanità, lusso ed eleganza, sono sempre stati tra i ''beni immateriali'' della casa e anche questo epilogo lo conferma: i protagonisti dell'affare che si è concluso hanno tutto il fascino del romanzo. Lei è una delle donne più belle ed eleganti del mondo, il marito uno degli uomini più ricchi: la bruna e statuaria Mozah naturalmente è una affezionata cliente dell' alta moda di Valentino e lui, l'emiro Hamad bin Khalifa al Tahni, stavolta, invece di regalarle un abito dell'ultima collezione, che ha sfilato a Parigi il 4 luglio, le ha comprato l'intera maison romana, sborsando più o meno 700 milioni di euro. Valentino. Dunque la conduzione aziendale dell'amministratore delegato Stefano Sassi, e la creatività degli stilisti hanno, insieme, conquistato anche il Qatar, consentendo al fondo Permira di realizzare in pochi anni un buon rendimento dell'investimento fatto. Eppure, da quando Maria Grazia Chiuri e Pierpaolo Piccioli (dopo una breve parentesi affidata alla stilista Alessandra Facchinetti) hanno preso in mano l'eredità di Valentino Garavani, che ha lasciato definitivamente la maison nel 2007, lo stile della casa è stato tutto meno che arabo, almeno nel senso che normalmente viene dato al gusto di quella parte del mondo. Ma tutto evolve, i gusti cambiano, le ricche signore orientali ormai preferiscono il taglio e il dettaglio all'esibizione smaccata della ricchezza.Valentino era lo stile di Jackie, che scelse un abito della maison anche per sposare Onassis nel 1968, ora è anche lo stile di Mozah: il mondo cambia icone, il lusso si aggiorna. L'atelier di piazza Mignanelli, dove vengono lavorati i capi d'alta moda (mentre il pret-a-porter Valentino viene prodotto nel torinese) funziona a pieno ritmo con 40 sarte, le migliori. Molte lavoravano con Valentino Garavani, hanno vissuto l'addio al maestro, celebrato a Roma, nel luglio 2007, con quattro giorni di festeggiamenti passati alla storia della moda come le 'valentiniadi', comprensive di sfilata, mostra all'Ara Pacis, festa al Tempio di Venere con scenografia di Dante Ferretti, seconda festa grandiosa a Villa Borghese con la crema della mondanita' internazionale. Tutti convocati a Roma per salutare il couturier di Voghera che si era formato a Parigi (scuola di stilismo della Chambre Syndicale , poi atelier di Jean Desse's e quindi di Guy Laroche) e che ancora giovanissimo era diventato un maestro romano di eleganza e di dolce vita. Un film-documentario, The Last Emperor lo ha di recente celebrato ancora! Come italiano di successo. Ora in molti si preoccupano che la casa da lui fondata sia un altro pezzo di stile nostrano che se ne va. Ma forse, proprio stavolta, il senso dell'acquisizione è quello di voler apprezzare e conservare il fascino italiano della maison.
