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Finita l’odissea di Arlene

Vittorio e Arlene, il giorno del loro matrimonio

Vittorio e Arlene, il giorno del loro matrimonio

Pannuzzo Antonio
Pubblicato il 2009-06-30 14:13:00
Pubblicato il 2010-06-17 16:02:16
Pannuzzo Antonio
Soggetti :
Visa , Ottawa , San Pedro , Canada

Ricordate il caso di Vittorio e Arlene, i coniugi rimasti bloccati nelle Filippine perché Ottawa non voleva concedere alla donna la cittadinanza canadese? Ne abbiamo parlato sul nostro numero del primo aprile scorso. Ebbene, il caso si è concluso felicemente, non senza qualche contrattempo supplementare.

L’italo-canadese Vittorio Insogna, 37 anni, residente a St-Lazare, a ovest di Montreal, e Arlene Seprado, si erano conosciuti e fidanzati via Internet. Poi, nel 2007 si sono sposati a San Pedro, nelle Filippine, ed hanno fatto richiesta di ingresso in Canada. Ma la domanda è stata respinta perché a Ottawa hanno ritenuto che la donna filippina abbia sposato Vittorio solo per interesse e che intenda approfittare di qualche problema psicofisico del marito. La famiglia Insogna ha quindi fatto ricorso in appello. E alla fine ottenuto soddisfazione. Il 26 novembre 2008 la corte ha riconosciuto “la genuinità del matrimonio”. Ma le lungaggini burocratiche hanno bloccato Arlene ancora per qualche mese. Solo il 26 maggio di quest’anno è arrivato il “Visa” ma... attenzione, le sofferenze non sono finite lì. Il piccolo Ciro Lorenzo, figlio della coppia, nato lo scorso settembre, non può lasciare le Filippine perché, lui, non ha ancora la cittadinanza canadese e quindi il passaporto. La relativa domanda ed i documenti sono stati inoltrati lo scorso dicembre; ma i tempi della burocrazia sono impietosi. Mentre al consolato canadese di Manila i due coniugi sbattono sistematicamente contro il “muro di gomma” dei funzionari, il papà di Vittorio, Antonio Insogna, va ripetutamente ad Ottawa e minaccia di incatenarsi lì davanti agli uffici dell’Immigrazione. Alla fine, il buon senso prevale, viene rilasciato un lasciapassare ministeriale. Vittorio, Arlene e Ciro sono attesi all’aeroporto Trudeau per le ore 19,30 del 30 giugno. Mentre leggete questo articolo (ci auguriamo) staranno già festeggiando nella loro nuova dimora, a Montreal, insieme ai genitori-suoceri-nonni.

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