Io e l'Italia
Era la sera del 4 dicembre del 1963 quando i miei nonni dopo una lunga traversata oltre oceano e un viaggio in treno sono arrivati a Montreal. Faceva un freddo da morire e c'era tanta di quella neve che le strade non si rinoscevano più. Per un po' di tempo sono andati a vivere nella casa di un parente. Mio nonno lavorava per una compagnia che si chiamava "Canadian Copper" e mia nonna cuciva degli abiti a casa. Insieme hanno tirato avanti la famiglia senza mai lamentarsi. L'amore che avevano per i figli gli dava il coraggio e la forza di svegliarsi ogni mattina alle 5:30 per andare a ''zappare'' e mettere un pezzo di pane sulla tavola. I sacrifici che hanno fatto i miei nonni non saranno mai dimenticati. Tanta gente li chiamava ignoranti e persone senza scuola. Se oggi sto scrivendo questo testo è solo grazie a quelle persone che chiamavano "ignoranti".
Io sono fiera dei miei nonni perché senza istruzione e senza conoscere il francese e l'inglese hanno fatto prosperare questo paese. Sono anche fiera di loro perché hanno portato tutte le ricchezze dell'Italia. Sin da piccola, mia nonna mi ha sempre detto come sia importante conoscere le nostre origini. La nonna ha trasmesso la lingua, la cultura e i valori italiani alla mia mamma che a sua volta me li ha trasmessi e che io li trasmetterò un giorno ai miei figli.
È importante che la mia generazione si ricordi chi siamo: Siamo ''Italo-Canadesi''. Nel mio cuore e nella mia mente resteranno sempre le ricette siciliane di nonna Caterina e le storie di caccia di nonno Raimondo che ora non c'è più.
