Il 19 febbraio scorso è venuto a mancare Corrado Mastropasqua, personaggio conosciutisimo nella comunità italo-canadese. Ha perso la sua battaglia contro il cancro, lasciando nel dolore la moglie Edda, le figlie Luciana e Lara, i figli Bruno e Gaetano, sette nipoti, ma anche tantissimi amici e colleghi.
Corrado Mastropasqua, nato il 16 febbraio 1929 a Cimitile (Napoli), ha vissuto per quasi 50 anni a Montreal. Laureato in medicina e chirurgia all’Universita di Napoli nel 1953, è stato ufficiale medico della Marina militare italiana dal 1954 al 1961, anno in cui emigrò in Canada. Attore di cinema e di teatro, ha fondato il gruppo teatrale “Le Maschere” nel 1974, ed ha partecipato, come attore protagonista, a molte commedie in italiano. Ha girato come attore sette film in francese e in inglese ed ha partecipato a vari serial televisivi, fra cui “Omertà” e “Urban Angels”. Poeta, tra le sue pubblicazioni, vanno ricordate Na Lacrema e na risa, raccolta di poesie napoletane (D’Alessandro, Napoli, 1969), Ibrido, (Guernica, 1988), Prova d'armonia, (Lisi, Taranto, 2001). Ha ricevuto numerosi riconoscimenti letterari, vincendo tra l’altro il concorso Ital Canada 1999 (primo premio) e Ital Canada 2000 (primo e secondo premio). La comunità italiana non lo ricorda solo per il suo lato artistico, ma anche perché Corrado Mastropasqua è stato primario anestesista dell'ospedale Santa Cabrini dal 1967 al 1996.
Il regista italo-canadese Paolo De Paola, che ha avuto modo di dirigere Mastropasqua in alcuni lavori teatrali, come “La voce dall’alto”, “Il Bell’Antonio” e “Classe di ferro”, ci ha inviato la seguente testimonianza: «Di Corrado Mastropasqua posso solo dire che le qualità dell’artista ce le aveva tutte: talento, umiltà, passione. Dietro la sua figura imponente e ‘vesuviana’, con una voce che poteva arrivare a far tremare i mobili, c’era un artista sensibile, un uomo di palcoscenico che aveva una gran voglia di recitare, cantare, scrivere e dire poesie. Era il ‘gigante buono’ del teatro italiano di Montreal. Difficile da sostituire. Probabilmente impossibile».

