L’emigrazione di mio nonno
Mio nonno oggi ha 77 anni. Partì dall’Italia nel 1955, aveva vent’anni e le sole ricchezze in suo possesso erano la gioventù, un mestiere e il coraggio di un leone.
Arriva a Montréal il 17 marzo 1956, dopo tre giorni trova un lavoro che esercita fino al 1969. Dopo di che apre un commercio in proprio nel settore dell’automobile. Si costruisce un atelier nel settore della carrozzeria dove può esprimere totalmente la sua passione per l’automobile.
Mio nonno dice che lavorava 12 e anche 16 ore al giorno con passione. Lui voleva regalare ai giovani non solo la sua esperienza ma anche l’amore per il lavoro. E anche trovare pace e serenità di spirito.
Mio nonno dice che il più bel ricordo è stato di avere potuto trasmettere le sue capacità di mestiere e di parola ad un giovane estremamente intelligente e volenteroso ma sordomuto. Dopo 22 anni di stretto contatto di lavoro, non solo lo ha reso orgoglioso della sua maestria, ma oggi anche se non sente parla bene il francese.
Io e mio nonno abbiamo una cosa in comune, siamo fieri di essere italiani, anche se io sono per metà portoghese, e sono fiera anche di essere canadese e chebecchese.
Il nonno mi dice che non importa da dove vieni o del colore degli occhi o della pelle, sei sempre quel che sei.
Perché i bambini sono tutti bravi e buoni? Il nonno dice che è perché non hanno dentro di loro, come gli adulti, l’odio, la gelosia, l’avarizia, l’egoismo, mancanza di rispetto altrui, e così via.
Perché gli adulti sono così? Il nonno non lo sa, lui dice forse è il potere. Il nonno dice anche che il più grande e meraviglioso possesso dell’essere umano è la salute. Il nonno anche oggi ha buona salute. Tutte queste cose me le ha dette il nonno e mi ha aiutato a scriverle. La maestra d’italiano ha riletto il mio testo.
Io voglio tanto bene al nonno.
