Una delegazione di studenti universitari italiani - e in particolare veneti - sono stati per una decina di giorni in Canada per incontrare gli italiani di origine veneta che qui vivono. Massimo Mariotti, membro della Consulta per l’emigrazione della Regione Veneto e anche rappresentante del Comune di Verona, guidava la delegazione insieme a Samuele Campedelli, presidente dell’ESU (Ente di sviluppo universitario).
«La Regione Veneto - ci ha spiegato Mariotti - ogni anno finanzia degli scambi culturali con giovani delle comunità venete sparse per il mondo e questo comporta che oriundi veneti vengano ospitati in Italia, oppure che i nostri giovani nati e residenti nel Veneto possano beneficiare di un viaggio per incontrare i loro coetanei che vivono in paesi dove è forte la presenza veneta». Come ad esempio il Quebec o l’Ontario. La delegazione italiana ha incontrato a Montreal, a Casa Veneto, i rappresentanti della Federazione associazioni venete del Quebec con in testa il Consultore Imelda Bisinella. A Toronto invece sono stati ospiti di Giorgio Beghetto, Consultore Regione Veneto per l’Ontario, ed hanno incontrato i veneti di quella provincia. Non potevano mancare tappe a Niagara, Ottawa e Quebec City.
I giovani della delegazione erano in tutto dieci, di età dai 18 ai 30, nati in Veneto, universitari, selezionati in base ai criteri previsti. Due veneziani, un bellunese, 2 vicentini, uno di Rovigo e gli altri tutti veronesi. «Questo tipo di soggiorno - ha aggiunto Mariotti - è più leggero e meno impegnativo, ma comunque cerchiamo di dare a questi ragazzi l’opportunità di allacciare contatti e conoscenze che potranno servir loro sia a livello linguistico che culturale o magari per futuri sviluppi professionali. Devo dire che il CTIM (il Comitato tricolore per gli italiani nel mondo fondato da Mirko Tremaglia) del quale sono membro, organizza insieme agli enti istituzionali degli scambi e dei viaggi per i giovani, molto spesso tematici e quindi educativi. Quest’anno abbiamo ad esempio ospitato dei giovani europei oriundi veneti sul tema del trasporto e della logistica; l’anno scorso il tema fu l’agricoltura. Insomma, cerchiamo sempre di legare i giovani veneti sparsi nel mondo alle loro origini ed alla realtà attuale del Veneto. Stavolta invece si è trattato, come dicevo, di un soggiorno quasi a sfondo turistico, ma che avrà sicuramente una sua utilità».
Samuele Campedelli ha da parte sua aggiunto: «Vi è anche l’intenzione di allacciare rapporti con le locali università. Abbiamo fatto una visita all’UQAM e preso contatti con altri atenei canadesi gettando le basi per una serie di sinergie a livello universitario. Ma va detto che già molti dei giovani veneti sono in contatto con loro coetanei sparsi nel mondo e naturalmente anche del Canada. In qualche caso si tratta di rapporti già esistenti prima del viaggio, ma spesso l’amicizia nasce proprio durante i soggiorni che noi organizziamo insieme alla Regione, alle province ed ai comuni. Al di là di tutto, il nostro piacere è che le future forze lavoro dell’Italia di domani conoscano gli italiani che, con il loro lavoro ed i loro sacrifici, sono riusciti ad affermarsi all’estero e comunque a far crescere i paesi che li hanno accolti, come ad esempio il Canada con il Quebec in prima linea».
Studenti universitari veneti incontrano gli oriundi in Canada
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