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Morto Nicola Arigliano. Una vita tra jazz e tv



Tra i maggiori successi di Arigliano,  Un giorno ti dirò, Amorevole, I sing ammore, My wonderful bambina, I love you forestiera. L'ultima sua apparizione pubblica era stata a Sanremo, nel 2005, dove aveva presentato il brano Colpevole, che vinse il premi

Tra i maggiori successi di Arigliano, Un giorno ti dirò, Amorevole, I sing ammore, My wonderful bambina, I love you forestiera. L'ultima sua apparizione pubblica era stata a Sanremo, nel 2005, dove aveva presentato il brano Colpevole, che vinse il premi

Pubblicato il 2010-03-31 09:32:00
Pubblicato il 2010-06-17 17:09:20
 
Soggetti :
Scetate

È morto Nicola Arigliano.Il cantante, 87 anni, abitava da quattro anni a Calimera, in provincia di Lecce, nell'istituto 'Gino Cucurachi', un centro per anziani. Era originario di Squinzano, sempre in provincia di Lecce, dove era nato il 6 dicembre 1923. Musica, tv, cinema e anche la pubblicità: Nicola Arigliano ha sperimentato mote forme artistiche nella sua vita in obbedienza ai dettami del jazz, il suo grande amore. A 11 anni scappa di casa e va a Milano dove inizia a cantare. Suona sax, batteria e contrabbasso, i primi due strumenti li porta eccentricamente in una cesta in cui ci sono anche gli abiti di scena.Notato dal critico Marshall Brown viene invitato a partecipare al Festival di Newport, poi si trasferisce a Roma dove inizia la sua carriera di cantante-pianista-entertainer tuttofare.Nel 1956 presenta i suoi primi di dischi a 78 giri per la Rca (tra cui A tazza 'e caffe'/Zitto zitto zitto, Spatella 'argento/Scetate). Con il passaggio al 45 giri Arigliano ottiene un grandissimo successo con Simpatica brano di Garinei, Giovannini e Kramer. Partecipa all'edizione 1958-59 di Canzonissima, al Cantatutto, a Sentimentale, programma condotto da Lelio Luttazzi (ospite fisso con Mina; la sigla del programma, intitolata Sentimentale diventa un grande successo inciso da entrambi cantanti in due versioni differenti) e a vari festival jazz, mettendosi in luce con il suo stile da crooner.Nella prima metà degli '60 spopola per i suoi brani in 'italesé come I love forestiera, Amorevole, Tre volte baciami, My wonderful bambina ma anche con le sue particolari interpretazioni di My Funny Valentine e Arrivederci (di Umberto Bindi) entrate a far parte dei classici da night e piano bar. Arigliano è stato per diversi anni testimonial del digestivo Antonetto per i Caroselli televisivi, ma anche attore (ha vestito i panni del soldato Giardino ne La grande guerra di Mario Monicelli e nel '99 ha recitato al fianco di Enrico Montesano e Mietta nella serie Tv L'ispettore Giusti).Nel 1968 si trasferisce a Magliano Sabina, tornerà in sala d'incisione nel 1973 con l'album Non mi importa quando, nel 1976 con I miei successi, nel 1977 in tv in alcune puntate di Non Stop, programma per la regia di Enzo Trapani. Attivissimo per tutti gli anni Ottanta e Novanta (tra gli altri, incide lp Nicola Arigliano, I Quattro musicanti), nel 2003 festeggia i suoi 80 anni con un concerto e nel 2005 partecipa a Sanremo con il brano Colpevole, che vince il premio della critica. È la sua ultima apparizione pubblica. «Per noi ragazzi del jazz degli anni Cinquanta era un idolo non solo perché cantava lo swing ma anche perché lo faceva con molta ironia: era il re dello swing e dell'ironia»: così Renzo Arbore ricorda Nicola Arigliano. «Era il più giovane di un drappello di cantanti swing come Natalino Otto, Alberto Rabagliati, Flo Sandos e ne aveva continuato la tradizione - aggiunge Arbore -. Da una parte rimangono le sue canzoni come I sing Ammore, 20 km al giorno "10 all'andata e dieci al ritorno", ma anche la sua interpretazione di canzoni americane come Sixteen tons, con la voce bassa.Tra le cose che lo rendevano originale - ricorda ancora Arbore - c'era il fatto che in pieno successo aveva abbandonato Milano per vivere in collina con animali e prodotti della terra, aveva fatto una scelta bucolica. Era allo stesso tempo naive e innamorato della musica moderna. Lo rimpiangeremo - conclude Arbore - rimarrà in quel portfolio di cantanti che vanno ricordati perché hanno seguito un discorso di musica popolare italiana».

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