Ancheggiamenti scatenati, sguardi ammiccanti, ritmi tribali e ombelico sempre, rigorosamente, scoperto: con queste premesse ‘Waka waka (This time for Africa)’, l’inno dei Mondiali sudafricani, si candida a diventare il ballo dell’estate. Sulla scia del cliccatissimo video della sexy pop star Shakira, il tormentone sfrenato e trascinante ha già raccolto proseliti in tutto il mondo. Waka waka impazza sulle spiagge e in discoteca. È una canzone dal ritmo coinvolgente che unisce strumenti e musicalita’ afro-colombiani con un crescente ritmo Soca. Non ha rivali:è la colonna sonora della stagione estiva 2010. A contendere la palma della popolarita’ alla hit di Shakira c’è solo il suono (o rumore, a seconda dei punti di vista) delle chiacchieratissime vuvuzelas che hanno invaso anche l’Italia.Waka waka è svettata al primo posto delle canzoni piu’ trasmesse e piu’ vendute. Il singolo è una hit mondiale, balzata al numero 1 delle vendite sulle piattaforme digitali di mezzo pianeta: Argentina, Austria, Belgio, Cile, Colombia, Finlandia, Francia, Germania, Olanda, Lussemburgo, Paraguay, Portogallo, Sudafrica, Spagna, Svizzera e Italia. In Messico il pezzo sta letteralmente spopolando. Dopo la cerimonia di apertura l’11 luglio scorso, Shakira ricanterà, accompagnata dagli artisti sudafricani Freshlyground, anche alla cerimonia di chiusura nello stesso Soccer City Stadium di Johannesburg, prima del match finale. Mentre il mondo si chiede chi portera’ a casa la coppa, un vincitore c’è gia’, la Sony music, anche se c'è una spada di Damocle che incombe su tanto successo: il cantante domenicano Wilfrido Vargas, specialista in merengue, ha annunciato che chiederà ben 11 milioni di dollari alla colombiana Shakira. È il prezzo stimato per il risarcimento del presunto plagio di ‘El negro no puede’, che risale al 1982, portata al successo da Las Chicas del Can.