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Addio alla signora dei libri: morta Elvira Sellerio



Pubblicato il 2010-08-03 13:24:31
Pubblicato il 2010-08-03 13:24:31
 

Fondò col marito l’omonima casa editrice

Soggetti :
Italia

Lutto nel mondo della cultura. Si è spenta a Palermo Elvira Giorgianni Sellerio, 74 anni, fondatrice insieme al marito, il fotografo Enzo, della casa editrice Sellerio. Donna Elvira ha incarnato in oltre 40 anni di attività editoriale la sintesi perfetta tra cultura e imprenditoria. Figlia di un prefetto, prima di sei fratelli, e con una laurea in Giurisprudenza, ha vissuto una appassionata gioventù a cavallo tra anni '50 e '60 entrando in contatto con i fermenti culturali di realtà come il Gruppo '63 (che si formò in un vecchio albergo appena fuori Palermo, con Alberto Arbasino, Umberto Eco e scrittori siciliani come Michele Perriera). La casa editrice Sellerio nasce nel 1969, con un piccolo investimento da parte di Elvira (che investì nell'impresa la liquidazione di un impiego alla Regione) ed Enzo Sellerio, sulla base di una idea nata parlando assieme a Leonardo Sciascia e Antonino Buttitta. La prima collana Sellerio si chiama "La civiltà perfezionataOgni volume è accompagnato da incisioni di grandi illustratori (Mino Maccari, Tono Zancanaro, Bruno Caruso) e da una introduzione che in casa editrice si prende l'abitudine  a chiamare Nota. Nel frattempo nel 1976 erano nate due collane di saggistica. Biblioteca siciliana di storia e letteratura e Prisma. Nel 1978 la prima grande avventura e il primo grande successo: "L'affaire Moro" di Leonardo Sciascia vende più di centomila copie. È un libro di denuncia, senza parrocchie, coraggioso, scritto nella prosa magnifica di Sciascia. È la prima volta che Sellerio raggiunge numeri da grande casa editrice. La seconda svolta si avrà nel 1979 con la nascita della collana blu della Memoria. Prima di tutto la grafica. Fu una piccola rivoluzione, nel grigiore metallico delle copertine di quegli anni l'irrompere della macchia blu, della carta vergata, dell'immagine pittorica figurativa al centro della sovraccoperta, dentro una cornicetta colorata che richiamava il colore delle lettere del titolo. Il libro tornava ad essere anche un oggetto elegante, anche per quel suo formato tendente al quadrato, studiato per essere su misura per la tasca di una giacchetta. La consacrazione nazionale si avrà con Bufalino. Un uomo già anziano, un tipico professore di Liceo siciliano, coltissimo ma impenetrabilmente schivo. Nel 1981 l'incontro con Bufalino fu casuale e solo il fatto che lo stile di lavoro di Elvira Sellerio (che allora cominciava a occuparsi a tempo pieno, da direttore editoriale, della sua impresa) è poco programmato e molto guidato dalla curiosità, poté produrre quella piccola inchiesta alla fine della quale nel cassetto di Bufalino fu scovato Diceria dell'untore. Il romanzo vinse un meritatissimo Campiello nel 1981. Dopo Diceria dell'untore il nome della casa Sellerio si salda in qualche modo con la vena dei nuovi scrittori italiani. Antonio Tabucchi, Maria Messina, Luisa Adorno, sono i nomi più interessanti. Nei primi anni ' 80 si diversifica anche l'attività della casa editrice: Enzo Sellerio guida il settore dei libri d'arte, Elvira Sellerio quello della narrativa e della saggistica. Due case editrici autonome, mentre autonome diventano anche le vite private dei due Sellerio. La seconda metà degli anni '80 è anche la stagione della crescita più impetuosa. Le collane diventano sette. E i titoli pubblicati passano dai 57 dell'85 ai 92 dell'88, con una vendita crescente dalle 252mila copie dell'85 alle 380mila copie dell'88. Nel 1990 esce da Sellerio un librettino. Racconta di un commissario di polizia che indaga su un torbido delitto, nel passaggio dalla repubblica di Salò alla repubblica italiana. Il commissario, De Luca si chiama, è un funzionario del regime fascista onesto e molto scettico, in un'epoca in cui le due qualità - onestà e scetticismo - non possono andare d'accordo.Con Carta bianca di Carlo Lucarelli si può dire che nasca un nuovo genere di giallo italiano. Seguirà un profluvio di letteratura poliziesca, para o similpoliziesca, italiana e straniera, di grandissimo interesse e successo. All'apice di questa avventura con il poliziesco c'è la scoperta di un vero e proprio genere nuovo. Il poliziesco di scuola siciliana, e due nomi senza commento: Santo Piazzese e Andrea Camilleri, con i cinque milioni di copie di libri di Camilleri prodotti a Palermo e venduti in Italia, più i diritti di traduzione venduti fino al Giappone. Fino alle scoperte più recenti, che hanno confermato il grande fiuto da talent scout di Elvira Sellerio: due giallisti di grande qualità e di grande successo come Gianrico Carofiglio, inventore del legal thriller italiano, con un personaggio così vero, l'avvocato Guerrieri, che solo un magistrato di lungo corso com'è lui poteva scolpire; e la spagnola Alicia Gime'nez-Bartlett, l'ispettrice Petra Delicado e il vice Garzo'n sono due piedipiatti così indimenticabili, nel loro umorismo dolceamaro, nella loro durezza dal cuore tenero.

Il lavoro di Elvira Sellerio è unanimemente riconosciuto e apprezzato in Italia e all'estero: in quattro decenni, partendo da zero, questa donna ha saputo imporre la sua casa editrice all'attenzione del grande pubblico, dando vita ad un catalogo vario e ricco di titoli bestseller. Tanti i riconoscimenti ricevuti nella lunga carriera di editrice: nel maggio dell'89 il presidente della Repubblica Francesco Cossiga la nominò Cavaliere del Lavoro.

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