Nel desolato panorama del teatro italiano a Montreal, dove si rarefanno sempre più le ventate di novità e i segnali di entusiasmo negli addetti ai lavori, resiste, coraggiosamente, il gruppo della Trinacria con in testa l’inossidabile Salvatore Sciascia. La sua crociata (tramandare alle nuove generazioni) la cultura siciliana è passata quest’anno per un’altra commedia pescata dall’inesauribile repertorio del teatro catanese, “Quannu è troppu, è troppu” (Quando è troppo, è troppo), un concetto universale, se è vero che trova ospitalità anche nel lessico francese (Assez...) o inglese (enough...). Al testo originario di Assia Leotta, Maria Leotta e Francesco Cannata, Sciascia ha apportato delle modifiche sia dal punto di vista scenico che linguistico. Del resto, occorre fare i conti con un cast quasi interamente di origini agrigentine. Così, il 14 e 15 maggio scorsi al CLdV (e poi il 22 maggio a Lasalle) la commedia è andata in scena ed ha centrato in pieno il suo obiettivo principale, cioè quello di divertire, scatenando la genuina ilarità degli spettatori accorsi ad assistere. Ma la crociata di Salvatore Sciascia prevede soprattutto di ringiovanire il suo cast, affiancando nuove leve ai veterani del gruppo. E così, quest’anno ha fatto il suo debutto, seppur con una brevissima apparizione (e comunque le poche battute erano... piccanti) il piccolo Anthony Berlancieri, di otto anni. Alla stessa età cominciò a recitare, al fianco di Sciascia, anche Davide Chiazzese che oggi è studente del John Abbot College e punto di forza dell’omonima compagnia teatrale. Dopo aver partecipato alla messa in scena, nella prima metà di maggio, dell’impegnativo “Fiddler on the Roof” di Joseph Stein, Davide ha incarnato per la Trinacria il ruolo del protagonista in questo “Quannu è troppu...” districandosi alla perfezione come vittima dei clienti di un alberghetto (lui, Serafino, ne era il portiere-tuttofare). Adesso, Davide, è atteso da una tournée in Scozia per il Festival del teatro collegiale, dove reciterà nel “The Tin Can People” di Edward Bond. Non senza aver sottolineato che tutti gli attori del cast della Trinacria si sono ben comportati, concludiamo dicendo che era la prima volta in cui Sciascia non recitava, perché dedicato completamente alla regia. Non scommetteremmo su una seconda volta: Salvatore ha già nostalgia di tornare sulla scena...
