Ricco di risate gustose e comicità al pari degli altri suoi fortunatissimi ed applauditi lavori. È così che si annuncia “I speak English ...second language” il nuovo spettacolo di Joe Cacchione, in programma il 27, 28, 29 dicembre e il 13 e 14 gennaio, ore 19:30, presso il Teatro del Centro Leonardo da Vinci, 8370, boul.Lacordaire. Questa volta per divertire e consegnare al pubblico momenti di leggerezza e di spensieratezza Joe si affida all’uso di una lingua inventata ma molto comprensibile, un mix di italiano ed inglese che non mancherà di essere garanzia di gran divertimento per lo spettatore. Sul palco anche Marco Luciani Castiglia, Giuseppe Rubbo, Davide Iera, Samuele Cacchione Martiliani (il figlio di Joe, ndr), Tony De Cobellis. Regia di Christan Patenaude. «È la prima volta - ci spiega Joe- che per la maggior parte del tempo sarà in scena da solo. Lo farò attraverso una lingua inesistente, un inglese italianizzato o se vogliamo un italiano inglesizzato, con parole mischiate alla parola che qualche volta assume un doppio senso e questo doppio senso scatena la battuta. Ho sempre fatto spettacoli in italiano. Un giorno, un mio amico, Ralph Buttino, mi ha chiesto per quale motivo non avessi mai proposto qualcosa in inglese. Non avendo una padronanza con la lingua non potevo certo avere l’idea di giocare con le parole come gli altri umoristi anglofoni. Poi ho pensato che sono italiano, che la mia lingua madre è l’italiano, che amo e adoro l’italiano. Da lì è nata l’idea di portare in scena un italiano che cerca di parlare in inglese. Il tutto, tuttavia, sarà molto comprensibile. Rassicuro quanti temono di non capire. Se riuscite a capire il vostro nipotino di 4-5 anni con il suo miscuglio di italiano ed inglese capirete anche me».
Come è stato il tuo primo contatto con la lingua inglese?
«L’approccio è stato difficile. All’epoca del mio arrivo, vigeva la legge 101 per effetto della quale ho frequentato le scuole francesi pur vivendo a Saint-Léonard, in una zona dove tutti i figli di italiani frequentavano scuole inglesi. Erano loro i miei punti di riferimento e di contatto, con loro parlavo in inglese oppure un italiano dialettale che a stento capivo. L’inglese l’ho imparato un po’ a scuola ma soprattutto stando a contatto con altri miei coetanei, giocando e scherzando con loro. Ed oggi sempre giocando e scherzando, con l’inglese ci gioco e mi ci diverto. È una lingua pratica, semplice. Ma continuo a preferire l’italiano».
I tuoi spettacoli registrano sempre il tutto esaurito. Il motivo di tanto successo?
« Dietro ogni spettacolo c’è tanto lavoro, a livello di stesura, sviluppo e revisione di testi. A tale riguardo posso contare su un’équipe sensazionale che mi appoggia in qualsiasi follia porto avanti. Ma al di là di questo c’è la semplicità della battuta; cerco di andare nel quotidiano della gente, di parlare dell’individuo, di raccontare storie e situazioni che creano in chi ascolta immedesimazione. Per esempio quando abbiamo presentato Mannaggia A’Merica! molti spettatori mi hanno detto che al termine non sapevano se piangevano per le risate o per la nostalgia provata nell’ascoltare i racconti di emigrazione».
Chi è Joe Cacchione?
«Una persona a cui piace far ridere. Sono umorista a tempo pieno e a tempo perso sono preside di tre scuole (ride). L’istruzione dei giovani è una cosa molto seria. Spesso nelle scuole parlo agli studenti, spiego loro cosa faccio ma soprattutto quanto sia importante la passione di vivere il quotidiano perché è la passione che ci fa andare avanti ogni giorno e ci fa vivere cose straordinarie».
Biglietti:$30. Info: 514- 955- 8370/ www.joecacchione.ca

