Un’immagine di donna, metà albero, con le radici ben ancorate alla terra, e metà uccello, il cui corpo dispiega le ali, a simboleggiare la rinascita di una donna che ritrova le sue forze nella terra, liberandosi del suo passato, e prende coscienza del suo essere per spiccare il volo. Egidio Vincelli descrive così Radice, la sua scultura in bronzo scelta dalla giuria della Société Nationale des Beaux-arts a Parigi in occasione dell’Esposizione del Salone Internazionale presso il Museo del Louvre, uno dei più importanti eventi europei di arte contemporanea, svoltosi dall’8 all’11 dicembre scorso. «Mi dedico all’arte con passione- spiega Vincelli- e ho sempre avvertito forte la necessità di esprimere la mia libertà, ho sempre sostenuto la necessità per ciascuno di essere quello che si vuole essere. Alla base della realizzazione di Radice c’è gran parte di questa componente interiore a cui si è unito un altro elemento. Le Chaînon, la struttura che dal 1932 dà ospitalità a donne in difficoltà, mi chiese di realizzare un’opera da assegnare una volta all’anno ad un partner distintosi per l’ eccezionale sostegno alla sua missione. Il soggetto della donna che tramite il suo vissuto si libera dal peso del proprio passato per rinascere ben si inseriva nel discorso portato avanti dall’organismo e consentiva al mio pensiero di trasformarsi in materia, di diventare forma, era la sintesi della mia idea di libertà espressiva e non. Oltre ad essere particolarmente apprezzata è un’opera che mi sta indicando nuove direzioni interiori e influenzando molto la mia produzione».
Come si è arrivati alla designazione?
«Venuto a conoscenza dell’esistenza di questo salone espositivo ho inviato alcune foto della scultura alla Giuria della Provincia del Québec che ha poi provveduto a trasmetterle alla Société Nationale des Beaux-Arts a Parigi. Dopo un mese ho ricevuto una e-mail che mi comunicava che la mia scultura era tra le opere prescelte».
In quel momento cosa ha provato?
«Uno strano effetto. Ancora oggi sono incredulo. Qualche anno fa visitai il Louvre e mai avrei immaginato che un giorno una mia opera sarebbe stata esposta proprio lì. È innegabile che il Salone sia stata una vetrina importante e di alta visibilità, il giorno del vernissage erano presenti 3000 persone. È stata una grandissima occasione, un’esperienza utile a definire nuovi orizzonti e nuove modalità di fare arte».
