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Attenzione alle diete fai da te

Attenzione alle diete fai da te

Attenzione alle diete fai da te

Pubblicato il 27 Aprile 2012
Pubblicato il 27 Aprile 2012

L'allarme viene dai dietetisti italiani riuniti in congresso

 (NoveColonne ATG/ROMA - Un italiano su due è già a dieta, ma 9 diete su 10 sono ‘last minute’: aggressive fin da subito per ottenere risultati immediati, seguite dal cosiddetto mantenimento, che risulta sempre difficile se non impossibile. Oppure con percorsi iperproteici come quelli previsti dalla celebre Dieta Dukan, che provocano un veloce dimagrimento, ma con un vistoso aumento di peso appena si sospende. La primavera è il periodo in cui questo genere di approccio è più diffuso. Prepararsi all'estate infatti richiede di fare in fretta per potersi dare alla pazza gioia durante le vacanze. Ed invece potrebbe essere proprio l'estate il momento migliore per gestire il mantenimento di una dieta sostenibile, che possa passare indenne l'autunno, l'inverno, e diventare poi un vero stile di vita alimentare costante e bilanciato. Per questo, dunque la raccomandazione degli esperti che giunge dal 24.mo congresso dei dietisti Andid in corso a Verona è niente ‘fai da te’: occorre affidarsi a specialisti qualificati e a dietisti, i soli e veri ‘personal nutritional trainer’ della corretta alimentazione, che sostengono e guidano verso la soluzione dei problemi, l’allenamento a nuove abitudini alimentari e la pianificazione di un’alimentazione bilanciata. Tutto questo per comprendere e rimuovere le reali cause dell’aumento del peso, che non sono generalizzabili e uguali per tutti. Sono ancora troppi gli Italiani che seguono diete sbagliate, e non è un caso, se si considera che quattro adulti su dieci (42% della popolazione italiana) sono in eccesso ponderale, di cui due su dieci proprio per abitudini dietetiche scorrette. Il primo concetto da sfatare – spiega Giovanna Cecchetto, presidente Andid – è che esistono cibi da abolire in assoluto. Non è vero. Dagli snacks dolci e salati, alle bibite, agli aperitivi e agli happy hours, l’importante è saperli gestire con criterio, controllandone frequenze e quantità, sapendoli inserire in modo corretto nella propria alimentazione e sapendo scegliere alternative altrettanto gradevoli e soddisfacenti”. Il vero problema di un dimagrimento è il conseguente mantenimento del peso ottenuto con la prima fase della dieta. “L’aspetto più critico delle diete, in particolare di quelle più fantasiose e miracolistiche – continua la presidente Andid – è proprio il mantenimento dei risultati. Sono sempre più numerose le persone che si rivolgono ai dietisti Andid stanche e sfiduciate dagli innumerevoli tentativi di perdere peso, e che accettano con sollievo proposte di trattamento orientate a risultati anche meno eclatanti, ma duraturi”. La pratica più comunemente adottata e conosciuta è quella che prevede due fasi di trattamento: la prima finalizzata al dimagrimento e la seconda al mantenimento. Peccato che spesso succeda che più si perde velocemente peso e più la dieta seguita è lontana dalle solite abitudini, più alla fase del mantenimento non ci si arrivi nemmeno oppure il mantenimento stesso si configuri così diverso dalle abitudini precedenti alla dieta, che più o meno gradatamente si ritorna alla solita alimentazione e si riprende inevitabilmente peso. “Gli studi di migliore qualità – precisa Cecchetto – dimostrano che l’intervento più efficace è quello che aiuta ad adottare comportamenti alimentari e di vita salutari e stabili nel tempo e si basa su strategie di sostegno al cambiamento; i dati epidemiologici e la stessa definizione di obesità del’OMS, sottolineano il carattere di cronicità di questa patologia e, come, alla luce di questa tendenza, si vada affermando la necessità di un impegno al trattamento “per la vita”, sia da parte dei pazienti che dei Professionisti Sanitari”.

 

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