Ansa/SANTIAGO - «Ogni ora che passa abbiamo notizie peggiori di prima», ha continuato il ministro, sottolineando che la situazione, nel porto di Constitucion investito dallo tsunami, "è tragica" e che l'onda anomala «ha colpito molte località della costa». Il bilancio ufficiale dei morti, aggiornato a lunedì 1 marzo è salito a 711. Solo a Constitucion, come riferito dai soccorritori, i cadaveri finora recuperati sono circa 350. "Indeterminato" il numero di dispersi. Il governo cileno ha deciso di inviare 10.000 soldati nelle zone maggiormente colpite dal sisma.
E intanto sono salite a 140 le scosse di assestamento rilevate dall'istituto geofisico statunitense (Usgs) in Cile dal sisma di 8.8 che ha colpito il Paese. Le 140 scosse hanno avuto tutte una magnitudo Richter superiore a 4.5, e si sono verificate in una fascia estesa su 500 km.
Frenetica la ricerca dei dispersi – Case di legno che galleggiano nelle acque del Pacifico: non è un'immagine surreale evocata da Garcia Marquez ma la realtà dopo il terremoto che, scossa dopo scossa, sta lasciando nel centro-sud del paese una lunga scia di paura e distruzione. Nelle aree centro-meridionali nel paese sudamericano - in regioni quali Santiago, Talca Concepcion, Talcahuano, Constitucion – sono giornate di dolore e di lutto, contrassegnate anche da veri e propri atti di eroismo dei soccorritori accorsi a dare aiuto ai sinistrati e da episodi banditismo di cui si sono resi protagonisti i saccheggiatori entrati in azione in varie località. Per far fronte agli atti di sciacallaggio, il governo ha deciso di imporre il coprifuoco nella regione di Maule e nella città di Concepcion, una delle più devastate dal sisma, dove, mentre i vigili del fuoco cercavano di estrarre dalle macerie decine di persone intrappolate polizia e esercito intervenivano per arrestare l'assalto a supermercati e negozi danneggiati. Si teme che il bilancio definitivo del sisma possa essere molto più pesante di quello finora annunciato.
I racconti drammatici e le storie di dolore si sono moltiplicati: «Era come un Titanic che affondava», ha raccontato un abitante di Curico', una delle località balneari investita da quello che ufficialmente Santiago chiama “maremoto” e che invece stampa e esperti definiscono ''tsunami''. Nelle ultime ore, a rubare la scena tra la gente e i media sono stati soprattutto i saccheggi. Il problema è controverso e da più parti è stata chiesta prudenza: proprio a Concepcion un alto ufficiale dei “carabineros” ha chiesto di non utilizzare il termine “sciacallo”.
La città è di fatto ancora isolata e molti entrano nei supermercati abbandonati a causa della disperazione e della fame. Il sindaco Jacqueline Van Rysselberghe, tuttavia, ha chiesto senza mezzi termini ''al governo centrale l'invio dei militari''. La questione è stata poi tra i temi al centro della riunione presieduta dalla presidente cilena Balechet, incontro nel quale erano presenti i rappresentanti dei supermercati. Al termine della riunione, tra le varie dichiarazioni della presidente, anche l'annuncio che ai sinistrati saranno distribuiti gratuitamente cibo e acqua.
A circa 200 km da Concepcion c'è Constitucion, un altro centro dove sono giunte notizie drammatiche: proprio in questa cittadina costiera sono morte 350 persone, vittime dello tsunami che ha trascinato barche e pescherecci sulla terraferma, facendole arenare fra auto rovesciate e detriti di ogni genere. Lo tsunami d'altro canto non ha provocato grandi danni nelle altre aree dell'Oceano Pacifico dove era stata lanciata l'allerta, revocata dovunque nel corso della giornata: le onde anomale sono arrivate ma la popolazione, avvertita in tempo, aveva potuto abbandonare le zone costiere a rischio.
Santiago pare intanto lontana da tali devastazioni: sono stati a poco a poco riattivati diversi servizi - in primo luogo la fornitura della luce e la metropolitana. L’aeroporto, dopo una prima chiusura ha ripreso a funzionare anche se non a pieno regime
Sulla fortissima scossa di magnitudo di 8,8 di sabato, gli esperti sottolineano in particolare due aspetti: «È stato molto più forte di quello di Haiti. È stato lunghissimo, non finiva mai». Intensità e durata, il mix che spiega la psicosi serpeggiante in città, accompagnata però da nervi saldi, in un paese ad alta intensità tellurica abituato a convivere con i sussulti della terra. Forse anche per questo, il ministro della difesa Francisco Vidal ha ammesso che il governo non ha previsto il rischio tsunami con sufficiente anticipo chiamando in causa la marina militare che poi ha ammesso il suo errore di valutazione.
Cile devastato da terremoto e tsunami Oltre 700 le vittime.
Il numero dei morti causati in Cile dal sisma che sabato 27 febbraio ha colpito il Paese "continuerà purtroppo ad aumentare", ha detto il ministro dell'Interno cileno Edmundo Perez Yoma. Lo ha riferito il canale 'all news' della tv pubblica cilena, Tvn 24h, su Twitter.
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