Roma - Un duro attacco agli Stati Uniti dal Senato della Repubblica; la voglia di cancellare i partiti anche in Italia espressa dal Campidoglio; la chiamata ad una rivoluzione femminile nel mondo arabo; una clamorosa «buca» al presidente della Camera; il tutto condito da 12 ore di ritardi sulle circa 60 passate nella capitale. Questo il bilancio a caldo della visita ufficiale in Italia del leader libico Muammar Gheddafi. Il colonnello ha conquistato sempre le prime pagine dei giornali, ma più che per i contenuti politici, per le sue stranezze, gli strappi al protocollo, le amazzoni fatte sfilare come modelle alla Sapienza, i tanti cambi di abito nella stessa giornata e le ripetute provocazioni che si sono trasformate in un vero e proprio sgarbo istituzionale ed in un gesto di maleducazione nei confronti dei tantissimi ospiti che erano stati invitati alla sala della Lupa per assistere ad una tavola rotonda di politica estera. Come se non bastasse, non solo Gheddafi non ha avvertito che era in clamoroso ritardo (due ore) all'appuntamento con il presidente della Camera Gianfranco Fini, ma ha fatto sapere - attraverso un comunicato dell'ambasciata libica in Italia - che era in ritardo a un appuntamento fissato da giorni perché impegnato a pregare. Poco prima aveva detto a Massimo D'Alema e Beppe Pisanu che lo avevano incontrato nella tenda che il ritardo era dovuto invece da un malore. Malore che in serata si è evidentemente risolto visto che il leader della Gran Giamahiria araba libica socialista è stato avvistato in pieno centro a passeggiare amabilmente in doppio petto e stola nera sulle spalle prima di recarsi in noto ristorante della capitale. L'attesissima visita in Italia del colonnello, la prima in assoluto da quando 40 anni fa prese il potere in Libia, era d'altronde iniziata come è finita: Gheddafi prese tutti di contropiede scendendo dall'aereo che lo aveva portato in Italia indossando un'alta uniforme nera al centro della quale spiccava, appuntata sul petto, una fotografia storica: quella che ritraeva al Muktar, il leone del deserto nonché eroe della resistenza anti-italiana, in catene con accanto ufficiali italiani sorridenti. Una foto che Gheddafi ostentò in giro per l'intera giornata, dal Quirinale al Senato, tra lo sconcerto degli addetti al protocollo. In ritardo ad ogni appuntamento, Gheddafi ha fatto impazzire la sicurezza italiana con annunci di uscite dalla tenda di villa Doria Pamphili e repentini cambi di ordini. Strade chiuse a lungo, traffico vicino al collasso e romani furibondi. E una nuova puntata andrà in onda tra meno di un mese, ma si svolgerà a l'Aquila, dall'otto al 10 luglio dove è atteso per partecipare al vertice G8 nella sua veste di presidente di turno dell'Unione Africana (Ua).
GHEDDAFI:VISITA A ROMA TRA RITARDI, SHOW E POLEMICHE
Il leader libico Gheddafi in compagnia di una delle sue guardie del corpo e del primo ministro Berlusconi
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