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Via alla riforma della scuola superiore



La riforma prevede uno sfoltimento degli indirizzi di studio

La riforma prevede uno sfoltimento degli indirizzi di studio

Pubblicato il 2010-02-05 16:00:00
Pubblicato il 2010-06-17 17:15:27
 

Dal prossimo anno scolastico la scuola superiore italiana, cristallizzata per decenni, volta pagina. Si comincerà dalle prime classi e le novità coinvolgeranno licei, istituti tecnici e professionali, con un ripensamento dei quadri orari, un irrobustimento di matematica e scienze e un deciso sfoltimento degli indirizzi. La riforma prevede uno sfoltimento degli indirizzi di studio: i licei diventeranno 6 (dagli attuali 450 indirizzi tra sperimentazioni e progetti assistiti), gli istituti tecnici da 10 con 39 indirizzi scenderanno a 2 con 11 indirizzi, i professionali da 5 corsi e 27 indirizzi saranno snelliti a 2 corsi e 6 indirizzi.

Molto soddisfatto della riforma il premier Silvio Berlusconi: ''Le superiori necessitavano di una riforma perche', secondo quanto ci dichiarano tutte le imprese e le associazioni, la scuola attuale non sforna ragazzi con cognizioni adeguate alle richieste del mondo del lavoro. Con queste riforme dal prossimo anno scolastico avremo delle scuole che possono essere comparate a quelle degli altri paesi europei. Ci avevano accusato di voler tagliare e ridurre il tempo pieno nella scuola mentre i dati attestano che ci sono 50 mila alunni in più che usufruiscono della maggiore frequenza nelle aule''. "La scuola superiore, caro presidente, non 'sforna' ragazzi come da lei testualmente affermato, la scuola ha il compito di formarli ed educarli". Ecco la replica di Giuseppe Fioroni, responsabile Welfare del Pd, a Silvio Berlusconi. "Spiace osservare - ha aggiunto riferendosi a quanto dichiarato dal Premier a proposito della riforma delle superiori - cosa sia diventata la scuola nelle parole, dunque anche nel pensiero, del presidente del consiglio". "Possiamo discutere su quanto questa formazione sia adeguata - ha proseguito Fioroni, ma non possiamo offendere chi ogni giorno nella scuola ci lavora con passione educando i nostri figli. Quello che è certo, invece, è che fare della scuola il bancomat del governo, approvando tagli di ore e di personale per fare cassa e camuffando tutto sotto la parola 'riforma' è solo un altro modo per umiliarla".

LA RIFORMA IN DETTAGLIO

LICEI - Si passa da quasi 450 indirizzi (tra sperimentali e progetti assistiti) a sei licei: classico, scientifico, linguistico, artistico (articolato in sei indirizzi per facilitare la confluenza degli attuali istituti d'arte e garantire continuità ad alcuni percorsi di eccellenza), musicale e delle scienze umane (questi due ultimi licei sono vere new entry). Nel classico verrà introdotto l'insegnamento di una lingua straniera per l'intero quinquennio, potenziando anche l'area scientifica e matematica. Nello scientifico tradizionale è aumentato il peso della matematica e delle discipline scientifiche; è prevista una nuova opzione delle "scienze applicate" che raccoglie l'eredità della sperimentazione scientifico-tecnologica. Il linguistico prevederà sin dal primo anno l'insegnamento di tre lingue straniere, dal terzo anno una materia sarà impartita in lingua straniera (dal quarto anno le discipline insegnate in lingua straniera diventeranno due). Nel liceo musicale saranno istituite 40 sezioni musicali e 10 coreutiche; potranno essere attivate in convenzione con conservatori e accademie di danza. Il liceo delle scienze umane sostituisce il liceo sociopsicopedagogico ed è prevista la possibilità di attivare una sezione economico-sociale. Tra le altre novità introdotte per i licei, oltre a un incremento orario della matematica, della fisica e delle scienze, c'é la presenza obbligatoria dell'insegnamento di una lingua straniera nei cinque anni con almeno 99 ore annuali ed eventualmente di una seconda lingua straniera usando la quota di autonomia, la presenza delle discipline giuridiche ed economiche nel liceo delle scienze umane, nell'opzione economico-sociale e negli altri licei attraverso la quota di autonomia (20% nel primo biennio e nell'ultimo anno e del 30% nel secondo biennio), insegnamento nel quinto anno di una materia in lingua straniera, latino obbligatorio nei licei classico, scientifico, linguistico e delle scienze umane e negli altri previsto come opzione.

ISTITUTI TECNICI - Da 10 settori e 39 indirizzi si passa a 2 settori - economico e tecnologico - e 11 indirizzi. Tutti gli attuali corsi e le relative sperimentazioni confluiranno gradualmente nel nuovo ordinamento. Sono previsti più laboratori. Ulteriori risorse di personale saranno assegnate alle scuole per potenziare le attività didattiche di laboratorio. I nuovi istituti sono caratterizzati da un'area di istruzione generale comune ai due percorsi e in distinte aree di indirizzo legate al mondo del lavoro e al territorio. Avranno, inoltre, a disposizione ampi spazi di flessibilità (30% nel secondo biennio e 35% nel quinto anno) in aggiunta alla quota del 20% di autonomia di cui già godono le scuole per valorizzare settori produttivi strategici (cartario, costruzioni aeronautiche, ecc..). Sono state incrementate le ore di inglese (con la possibilità di studiare altre lingue) e favorita la diffusione di stage, tirocini e l'alternanza scuola-lavoro.

ISTITUTI PROFESSIONALI - Da cinque settori e 27 indirizzi si passa a 2 macro-settori - servizi e industria/artigianato - e 6 indirizzi. I professionali avranno maggiore flessibilità rispetto agli istituti tecnici. Il percorso è articolato in due bienni e un quinto anno. Gli istituti professionali potranno utilizzare le quote di flessibilità per organizzare percorsi per il conseguimento di qualifiche di durata triennale e di diplomi professionali di durata quadriennale. Anche in questo comparto di istruzione sono previsti più laboratori, stage, tirocini e alternanza scuola-lavoro per apprendere, soprattutto nel secondo biennio e nel quinto anno, attraverso l'esperienza diretta. (Si ringrazia l’ANSA)

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