L’invidia è un sentimento meschino.
Pochissime persone parlano chiaramente e volentieri dell'invidia che provano: parlarne apertamente è come mettersi a nudo, svelare la parte più meschina e vulnerabile di sé. Parlare della persona che si invidia, significa parlare della parte più profonda di sé stessi, delle aspirazioni e dei fallimenti personali. È un sentimento che nascondiamo. L'invidioso è perfettamente riconoscibile... quando gli raccontate di un vostro successo, o gioia, o fortuna insperata. Se il viso gli si contrae e le labbra gli restano serrate, non c'è problema perché l'invidia è dichiarata. Se invece sorride, nel tentativo di nascondere il proprio malessere… osservate bene quel sorriso. Non ci sono equivoci: l'invidioso sorride solo con la bocca, ma non con gli occhi. Diciamo che... "gli rode il….. fegato", “l'invidia ingrassa chi la riceve"… Si può gioire del bene di un amico e nello stesso tempo desiderare un bene analogo. L'esempio più eclatante è quello della salute. Si può essere felici di quella degli altri e nello stesso tempo desiderarla per sé, se non c'è, senza augurare il male. Ma senza rodersi il fegato né procurarsi una colica, magari con un po' di malinconia, considerandolo un sogno che non potremo realizzare.
Si muore una sola volta, ma per tanto tempo
Molière
Riflessioni di Roberto Medile tratte dalla rubrica “Essere e Benessere” della trasmissione “La Bella Vita”, in onda su CJNT Montréal, canale 14, la domenica alle ore 12h30, lunedì ore 19h00, martediì e mercoledì ore 11h30, offerta gentilmente da: Alfred Dallaire Memoria … … ogni vita è una storia
Occhio per occhio… e il mondo diventa cieco
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