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Tutti cercano l’America

Cimino Loredana
Pubblicato il 2009-10-27 12:19:00
Pubblicato il 2010-06-17 16:59:53
Cimino Loredana

Enrico Franceschini ci racconta l’American Dream di un giovane bolognese negli anni ‘80

Soggetti :
American Dream , USA , New York

Questa è la storia di un moderno conquistador all’italiana che parte per l’America in cerca di fortuna rincorrendo il sogno di diventare giornalista. Enrico Franceschini, giornalista de “La Repubblica”, in “Voglio l’America” ci racconta un American Dream dalle sfumature anni ’80. Il libro racconta la storia di un giovane bolognese squattrinato che arriva a New York con pochi risparmi e una valigia piena di sogni. È un’America fantastica e a lungo fantasticata quella in cui ci perdiamo cercando di tenere il passo del protagonista. È l’America esplorata virtualmente al cinema nei film di De Niro e Woody Allen e idealizzata percorrendo le pagine di Kerouac. È un’epoca in cui si viaggia ancora con i traveller cheque, in cui si battono gli annunci sui giornali per trovare un appartemento e in cui le lettere sono l’unico mezzo per mantenere i contatti con amici e parenti oltre oceano. La strada verso il successo è tutta in salita: si inizia distribuendo volantini per uno strip-club, dando lezioni d’italiano e rubacchiando nei negozi portoricani per risparmiare sul cibo. Dal suo appartamento vuoto e freddo in Hell’s Kitchen che condivide con gli scarafaggi, il protagonista si muove nella Grande Mela inseguendo il richiamo delle luci di Broadway, frequentando i loft di artisti emergenti e i locali di swing in cui si esibiscono i maestri del jazz. La grande arte dell’arrangiarsi all’italiana fa sì che ci sia sempre l’amico di un amico che ha qualcosa che fa al caso nostro. E così, la grande opportunità non tarda ad arrivare e il giovane bolognese si ritrova a lavorare per un’agenzia giornalistica italiana. Attraverso lo sguardo del corrispondente alle prime armi, tra inchieste e articoli battuti sul telex, il libro attraversa un anno cruciale della storia americana: dall’arresto del “padrino” John Gambino, alle elezioni presidenziali che portano alla vittoria di Reagan fino all’uccisione di John Lennon davanti al Dakota. Tutto sembra andare per il meglio per il nostro conquistador, ma il “mal d’Italia” a volte può essere più forte di qualsiasi ambizione e ci si trova davanti a un bivio: rimanere negli USA dove ancora tutto è possibile o lasciare che la nostalgia ci riporti a casa?

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