Il suo giornalismo stravagante, i suoi articoli talvolta farneticanti, hanno fatto storcere il muso a tanti lettori, abituali od occasionali che fossero. Ma stavolta probabilmente ha superato sé stesso. Stiamo parlando di Monsieur Pierre Foglia, il “croniqueur” principe del quotidiano La Presse. Con la Comunità italiana aveva un conto in sospeso (o piuttosto essa l’aveva con lui) da quando, in occasione della morte di Pavarotti, lo aveva dipinto come un essere abbietto, come un “maiale”. Adesso il debito è aumentato e probabilmente sarà impossibile saldarlo, vita natural durante...
Ebbene, sull’edizione di giovedì 14 marzo, Monsieur Foglia ci racconta, a pagina 5, di aver chiesto a Bell, di poter avere per un mese anche la RAI tra i suoi canali televisivi, in modo da potersi godere il Giro d’Italia, visto che è un appassionato di ciclismo. Purtroppo per lui, Monsieur Foglia si è presto accorto di aver avuto accesso ad una programmazione che definisce “demenziale” e “piena di volgarità”. “Me ne vergogno”, scrive Monsieur P.F. come se fosse un italiano. Ma subito, una volta per tutte, tiene a precisare: “mia madre è monegasca, mio padre lussemburghese, non ho assolutamente niente a che vedere con l’Italia”.
“Credevo che la peggiore tv del mondo fosse quella messicana, seguita dalla spagnola, invece la peggiore è l’italiana, di gran lunga. Tu accendi la tv - prosegue P.F. - e vedi subito cose da matti. Ti viene voglia di prenderli a schiaffi, tutti, anche i bambini”. Già, proprio così, avete capito bene. Anzi, per Monsieur Foglia, il peggio della tv italiana “sono proprio i bimbi” e specialmente quelli “che si mettono a cantare”. Qui, il giornalista de La Presse fa un chiaro riferimento ai piccoli protagonisti della trasmissione Ti lascio una canzone, condotta da Antonella Clerici che, alla sua seconda edizione, si conferma il programma più seguito ed amato dagli italiani. Un programma che commuove, stupisce, suscita comunque buoni sentimenti (a chi ce li ha, evidentemente...). Ma per Monsieur Le Croniqueur si tratta di un programma melenso, mieloso, insomma sdolcinato e questi bambini sembrano dei “pasticcini mediorientali di scarsa qualità”.
E che dire delle donne della tv italiana? Nel Belpaese è stato creato questo prototipo di donna tuttofare “che può indifferentemente leggere il telegiornale, poi animare dei giochi, o presentare dei bambini che cantano”. Donne - scrive Monsieur P.F. - bionde, abbronzate, con delle grosse tette e per la maggior parte dei casi “rifatte” dalla testa ai piedi.
Infine, il profeta del giornalismo quebecchese si dedica alla letteratura italiana ed ai nostri scrittori. “Gli italiani sono per natura cerimoniosi e quindi scrivono in maniera solenne, ma artificiale. Quando leggi un libro italiano, non ci trovi niente di reale, è tutto virtuale, insomma finzione. Tutta una caricatura”.
Quest’articolo ci lascia esterrefatti e ci chiediamo perché uno, pur non essendo italiano (a proposito, perché non si fa cambiare il cognome, magari in... Feuille?) si possa vergognare della volgarità italiana, delle sdolcinatezze italiane, dell’artificiosità italiana?
Non entriamo neppure nel dibattito “letterario” ma, senza scomodare il Verismo e Verga, consigliamo a Monsieur P.F. di farsi tradurre e spiegare i libri di Camilleri, o di Saviano, prima di parlare di “letteratura virtuale, artefatta, ampollosa” Eppoi, Monsieur Pieffe, lei o ha bisogno di una visita oculistica o non ne capisce: la Clerici non è rifatta, è tutta naturale, così come lo sono Caterina Balivo, Eleonora Daniele, Lorella Landi, Elisa Isoardi, Lorena Bianchetti e non dimentichiamo Milly Carlucci. Piuttosto, dia un’occhiata a certe trasmissioni americane, se vuole vedere donne rifatte.
Infine, le consigliamo: stia attento a quel che scrive perché già lei non ha un aspetto simpatico. E adesso, la sua bella faccia da schiaffi ci fa venire davvero la voglia di prenderla a ceffoni. Senza rancore, è ovvio. Del resto, la ripagheremmo con la sua stessa moneta...
Giù le mani dai nostri bambini!!!
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