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La carità ai tempi della crisi



Pubblicato il 2009-04-29 12:20:00
Pubblicato il 2010-06-17 16:45:30
 

Un gruppo di volontari della Caritas di Sassari lavora in mensa alla preparazione del pranzo per la gente che arriverà verso mezzogiorno, tutti i presenti con il sorriso sulle labbra sono intensamente occupati nel loro specifico compito. Alle 11, la mensa apre finalmente i battenti e la gente inizia ad arrivare mentre i volontari stanno ultimando le preparazioni del pranzo che «oggi è un pranzo da poveri perché non abbiamo abbastanza soldi per comprare altre cose», mi dice Antonio Grassi un volontario sulla sessantina d’anni, « consiste di pasta al burro per primo e uova bollite e insalata per secondo». A mezzogiorno in punto, come una vera famiglia quando ci si aspetta vicendevolmente per sedersi a tavola, così tutti ci si alza quando suor Anna dice la preghiera che si riferisce al miracolo del vino nella Bibbia. Scatta anche qualche sorriso fra i commensali quando la sorella si rende conto di aver fatto una gaffe: infatti la maggior delle persone che vengono alla mensa ha problemi di alcolismo. L’organismo pastorale Caritas costituito in Italia nel 1971 promuove la carità all’interno della comunità cristiana. Qualsiasi persona bisognosa può andare alla mensa dal lunedì al sabato per mangiare un pasto caldo ma anche per lavarsi. C’è anche un centro di ascolto che distribuisce vestiti di seconda mano e dona cibo inscatolato di vario tipo oppure può servire da spalla morale. Per quanto generosi i volontari siano, la povertà sta sempre crescendo e non possono provvedere ai bisogni della gente che frequenta l’organismo. Secondo le cifre dell’organismo, la media giornaliera delle persone che vengono in mensa è raddoppiato negli ultimi anni: « Dal 2004 al 2007 la media della gente che frequenta la mensa giornalmente è passata da 26 a 52 persone e aumenta sempre di più». Antonio Grassi aggiunge che queste cifre sono anche una tendenza in tutta l’Italia e che la situazione generale della povertà nel paese sta andando verso un periodo nero. Secondo lui è «ancora troppo presto per dire che la crisi economica mondiale ha influenzato l’aumento della povertà nel paese. Però la legittimazione del neoliberalismo non abbia di certo aiutato la situazione mondiale compreso l’Italia. Il governo italiano sta tagliando i fondi e accorpando gli uffici nel Ministero del lavoro, salute e politiche sociali. Questo avrà sicuramente grandi ripercussioni sulla povertà». Malgrado queste brutte notizie, Antonio mi confida: «Quello che facciamo qui riempe la nostra vita».

Articolo di Geneviève Gagné

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