La crisi economica ha veramente toccato l’Italia con 370 500 persone che hanno perso il loro lavoro solo nei mesi di gennaio e febbraio. Inoltre, questo mese, l’Unione Europea ha annunciato che il vecchio continente sta andando verso il calo del tasso di occupazione più basso dal 1945. In questo momento la situazione è peggiorata sopratutto per quanto riguarda i giovani: il livello di disoccupazione giovanile è altissimo specialmente nelle isole, Sicilia (37,2%) e Sardegna (32,5%), dove la percentuale è la più elevata. Con queste previsioni, non è sorprendente vedere tanti giovani laurearsi ed essere disillusi perchè non vedono un brillante avvenire. Andrea è uno di loro. A 28 anni sta terminando il suo master in giornalismo ed è disperato di non vedere possibilità alcuna per il suo futuro lavoro. “Non c’è lavoro per me e non so proprio cosa fare quando avrò terminato di studiare. Forse andrò fuori a fare il freelance.” Questa è forse il discorso che sentiamo di più dalla bocca dei giovani laureati che, una volta terminati gli studi solitamente lunghi e pesanti, sarebbero pronti per lanciarsi nel mercato del lavoro se non fosse che in Italia la disponibilità dei posti è limitata. Tuttavia non c’é lavoro per loro come nel caso di Gabriele che ha studiato a Roma in scienze della comunicazione ma non ha ancora trovato lavoro nel suo campo. Alessandro invece ha studiato in psicologia, fortunamente ha trovato un lavoro a Roma ma sta guadagnando solo 7 euro all’ora e non riesce ad arrivare agevolmente alla fine del mese: “Vivere con un stipendio così a Roma non si riesce però almeno mi piace il mio lavoro.” Forse questo spiega in parte perché ci sono tanti giovani di 30 anni che vivono ancora a casa dei genitori perche non possono permettersi di pagare l’affitto, il cibo e l’elettricità che in Italia è carissima. La Commissione europea, che non è indifferente al problema, cerca al contrario di arginare al meglio la ripercussione della crisi sull’economia con il Libro Bianco che tratta della salute e prosperità economica sopratutto per i giovani. E’ stato presentato il 6 maggio scorso dal ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali, Maurizio Sacconi. Il ministro sostiene nel giornale il sole 24 ore, “che sono indispensabili la promozione e il sostegno dell’autosufficienza per ricostruire la fiducia del paese e non deludere i giovani.” Vedremo se il libro riuscirà a vincere questa battaglia, nel frattempo i giovani devono continuare a sperare che usciranno presto di questa precarietà.
Futuro precario per i giovani
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