Toccherà alla CRTC dare una risposta all’istanza della Canadian Italian Business and Professional Association di Montreal. Quest’ultima, lo ricordiamo, il 27 gennaio scorso ha sporto un reclamo alla Commissione di vigilanza dei servizi radiotelevisivi contro la scenetta andata in onda il 31 dicembre scorso (e in replica il giorno dopo) su Radio Canada nell’ambito della trasmissione ‘Tout le monde en parle’. Intitolato “La guerra dei glandi”, come parodia del noto gioco “Family Feud”, lo sketch poneva di fronte una famiglia canadese francofona, i Bienveillants, ed una famiglia canadese di origini italiche, i Jamboni.
Nella sua risposta inviata il 17 febbraio, Radio Canada ha spiegato che si trattava di uno sketch “squisitamente umoristico”. L’emittente di Stato spiega che “fra gli eventi significativi del 2009, non vi è dubbio, il settore della costruzione in generale e, in particolare, le questioni relative alle gare d’appalto ed alla stipula di contratti, sono state al centro dell’attualità”. Radio Canada fa notare che rivedendo l’abbondante copertura mediatica sull’argomento “si può constatare che fra i protagonisti agni onori della cronaca del 2009, molti portavano un nome italiano”, ecco perché si è voluto creare una virtuale famiglia italiana nella parodia di fine anno. Radio Canada aggiunge che “altre situazioni o personaggi di ogni settore della nostra società (clero, politici, artisti, gente d’affari, ecc.) sono stati oggetto di parodie nel corso di questa trasmissione”, che “si trattava di una caricatura in cui le caratteristiche dei personaggi erano volutamente esagerate” e che “il telespettatore ragionevole l’ha capito”. La direzione di Radio Canada non crede dunque che sia necessario porgere pubblicamente delle scuse, come chiede la CIBPA. Si dice tuttavia “dispiaciuta” se questo sketch “ha disturbato” i membri dell’associazione italo-canadese. La società televisiva di Stato afferma anche di prender nota del punto di vista della CIBPA, che “è molto importante” e “alimenterà le nostre riflessioni sulle percezioni e le attese dei nostri telespettatori”.
La CIBPA si aspettava questo genere di risposta e dunque non fa una piega. Alla CRTC il compito di pronunciarsi, adesso.
Radio Canada non si scusa
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