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Mio padre, il mio eroe

Alfredo Gagliardi

Alfredo Gagliardi

Carole Gagliardi
Pubblicato il 24 Aprile 2012
Pubblicato il 24 Aprile 2012
Carole Gagliardi  RSS Feed
Soggetti :
Canada , Calabria , Montreal

Papà è il mio eroe. Anche 27 anni dopo la sua morte, lo è ancora. Mio padre è insostituibile, unico, eccezionale, ed in questo non sono diversa dalla maggior parte delle figlie per le quali il proprio padre è un vero eroe.

In occasione del 60mo anniversario del Corriere Italiano, mi sono rituffata nel passato della mia famiglia per trovarvi delle foto, ricordi, storie. Ciò ha fatto rinascere in me sentimenti misti dove imbarazzi e felicità si sono alternati. Mi sono ricordata della mia infanzia che fu allo stesso tempo felice e triste. Mi sono ricordata quanto mio padre fosse un uomo sollecitato e quanto la sua intelligenza, il suo parlare chiaro e la sua personalità erano fortemente richieste. Papà era giovane, sveglio, ambizioso e adorava essere tra la gente, ciò che ha avuto come conseguenza quella che fu un marito e un padre assente, come la maggior parte degli uomini in quel periodo.

La storia della nostra famiglia cominciò nel 1896 allorché Innocenzo Gagliardi immigrò in Canada. A Saracena, in Calabria, la vita era dura e il lavoro mancava. Dopo una lunga traversata in mare, Innocenzo arrivò nel porto di Halifax e come la maggior parte degli immigrati che lo accompagnavano, si recò a Montreal. Là – gli avevano promesso – tu troverai lavoro. Conobbe Rosa Laurita, una giovane italiana di San Paolo del Brasile. Ebbero 3 figli, Innocenzo jr., Giuseppe e Caterina. Malgrado la difficile rottura con la madrepatria, qui l'avvenire si presentava promettente. Innocenzo lavorò per la manutenzione stradale del Comune di Montreal. Tuttavia la giovane famiglia attraversò un'altra dura prova; Innocenzo morì improvvisamente in seguito ad un incidente di lavoro. Rosa Laurito diventò vedova a 24 anni. Sola, disperata, la giovane madre di famiglia non conosceva né la lingua né la cultura locale. La famiglia inviò in suo aiuto Angelo, fratello d'Innocenzo, che viveva negli Stati Uniti. Angelo si prese cura della giovane vedova, se ne innamorò e la sposò. Ebbero 7 figli: Francesco, Ronaldo, Orlando, Alfredo, Florance, Vittorio ed Elena. Papà è nato l'11 maggio 1920, è vissuto e cresciuto al 6536 della via Henri-Julien, nella Piccola Italia. È nato fra le due grandi guerre, ciò che segnò per sempre l'uomo che poi diventò. Ma prima di tutto il resto, la storia lacerante dell'immigrazione di Angelo e di Rosa, i suoi genitori, lo segnarono a tal punto che per tutto il resto della sua vita diventò uno dei più grandi difensori dei diritti degli immigrati italiani in Canada.   

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